Napoli, vetta più lontana ll bunker del Chievo regge

26 Novembre 2018

I partenopei colpiscono due legni con Insigne e Koulibaly, ma la prova è deludente La cura Di Carlo funziona e i gialloblù fanno un favore ad Allegri che scappa a +8

NAPOLI . La bestia nera del Napoli colpisce ancora. Il pareggio finale (0-0) rallenta il Napoli nell'inseguimento alla Juventus (ora a +8) e premia gli sforzi di un Chievo rinato a nuova vita dopo l'arrivo di Di Carlo a sostituire l'ex ct Ventura. E in effetti nella mancata vittoria degli azzurri c'è tanto demerito dei giocatori di Ancelotti, ma anche tanto merito dei veneti che appaiono trasformati rispetto alla squadra priva di idee e di organizzazione che si era vista fino ad ora in campionato. Il Napoli ha evidenti difficoltà a organizzare la manovra d'attacco, sia per la robustezza fisica della retroguardia del Chievo, sia per la pioggia battente che condiziona in qualche modo le giocate dei più tecnici tra i calciatori azzurri, ma anche per un atteggiamento caratterizzato da troppa superficialità. Di fronte i partenopei si trovano una squadra ordinata e tignosa in cui tutti si danno una mano, con la difesa che riceve un consistente aiuto dei tre centrocampisti, in particolare da Hetemaj e destra e Obi a sinistra, i quali contribuiscono a fare densità ai limiti della propria area di rigore quando il Napoli attacca e a chiudere costantemente le linee di passaggio agli azzurri.
I padroni di casa riescono a produrre soltanto tre nitide occasioni da gol, nel primo tempo con Callejon e nella ripresa con Insigne e Koulibaly, le cui conclusioni finiscono sul palo della porta di Sorrentino. Nella prima frazione di gioco Callejon conclude con un tiro in diagonale, deviato da Sorrentino in angolo. I partenopei hanno anche difficoltà ad aggirare lo schieramento difensivo degli avversari. Malcuit si propone qualche volta fin sulla linea di fondo, ma dalla parte opposta Hysaj è invece bloccato dalla presenza di Ounas che non riesce a incidere neppure quando si propone come attaccante aggiunto. Nella formazione scelta da Ancelotti è proprio il franco algerino il peggiore. E solo quando nell'ultimo quarto d'ora è in campo anche Mario Rui, che sostituisce Hysaj, si rivedono gli automatismi giusti, con Insigne che trova maggiori spazi e si rende più pericoloso. L'inerzia della partita, però, non cambia neppure a seguito delle sostituzioni. Il Chievo nella fase finale accentua ancora di più la propria vocazione difensiva, fino a trasformare la propria area di rigore in un bunker. Il Napoli non ha la lucidità giusta per concretizzare la superiorità territoriale e così la partita finisce 0-0. Una battuta d'arresto grave per il Napoli e una salutare boccata d'ossigeno per il Chievo di Mimmo Di Carlo che crede nella salvezza.
Angelo Caradonna