Narciso: la salvezza? Un miracolo calcistico Sarebbe bello restare

11 Giugno 2017

Il portiere sotto contratto con il Foggia arrivato a gennaio «Mentalmente non era facile mettere in salvo la stagione»

TERAMO. In attesa della firma del ds Giorgio Repetto e della scelta del nuovo allenatore (il nome più "caldo" resta quello di Asta), in casa Teramo si guarda anche al futuro dei giocatori in scadenza e, soprattutto, di quelli sotto contratto.
Tra gli elementi in bilico c'è il 36enne portiere Antonio Narciso, che farà rientro al Foggia dopo i 6 mesi trascorsi in prestito con i biancorossi. Dalla sua Trani, dove vive la famiglia, Narciso racconta al Centro le sensazioni vissute a Teramo e le prospettive future.
Il 30 giugno scade il periodo di prestito. In quale squadra si vede il prossimo anno? «Sto aspettando che si muova qualcosa. Non so quali siano le intenzioni del Foggia. E' ancora presto per sbilanciarsi, adesso mi godo qualche giorno di relax con i miei cari e poi farò tutte le valutazioni del caso».
Le piacerebbe rimanere a Teramo? «Certo. Mi sono trovato bene, sia all'interno del gruppo che con i tifosi e la dirigenza. E' una piazza a me gradita e sono contento di aver destato un'ottima impressione, contribuendo alla salvezza. C'è la volontà di restare da parte mia».
A proposito della salvezza raggiunta ai play out, c'è stato un momento in cui ha temuto di retrocedere ? «No, e lo dico sinceramente. Il mio carattere è così e quando inizio una nuova avventura lo faccio sempre con la massima convinzione e senza timori. Sono positivo in ogni circostanza e credo fino in fondo nel progetto che sposo. Abbiamo fatto un miracolo calcistico, a mio parere, perché mentalmente non era facile venirne fuori pur avendo una rosa di buoni giocatori. In certe stagioni storte basta un attimo per retrocedere senza nemmeno accorgersene. L'unione del gruppo, tra tante difficoltà, ha permesso al Teramo di mantenere la categoria».
Con quale compagno ha legato di più in questi mesi? «Con più di uno. Ho vissuto a Roseto con Camilleri, ma ho avuto un buon rapporto anche con Tempesti e con i giocatori più esperti come Speranza e Sansovini».
Che giudizio darebbe al lavoro del tecnico Ugolotti ? «Sicuramente positivo. E' riuscito a raggiungere l'obiettivo di salvare il Teramo e gli vanno fatti i migliori complimenti. C'è una firma importante, da parte del mister, su questa salvezza. Aveva un compito difficile e lo ha portato a termine con successo. Ho conosciuto Ugolotti ai tempi del Grosseto (in serie B, ndc) ed è un allenatore valido e con le idee chiare. Ha lavorato in primis sulla testa dei giocatori, dando la sua impronta alla squadra».
Qual è stata la parata più bella con la maglia del Teramo? «Nella gara contro il Pordenone, in occasione della prima vittoria della gestione Ugolotti. Sono riuscito a deviare una conclusione ravvicinata di Arma e quella parata ha dato sicurezza alla squadra, spingendola verso tre punti fondamentali in quella fase del campionato. Fuori dal campo, invece, ho provato a fare la parata più bella trasmettendo agli altri le mie motivazioni».
Come ha accolto la promozione in B del Foggia? «Con grande gioia. Tornare in B dopo 19 anni è un risultato eccezionale per una piazza così importante. Lì vivono di calcio 24 ore su 24 e nei tre anni trascorsi a Foggia è stato come respirare l'aria della serie A».
Gaetano Lombardino
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