Nardi: amicizia e passione, questo è la Teramo a Spicchi

TERAMO. «Amicizia e passione sono le parole che hanno caratterizzato il nostro cammino. Lo saranno anche in futuro visto che saremo chiamati a confrontarci con una realtà che non conosciamo». È...
TERAMO. «Amicizia e passione sono le parole che hanno caratterizzato il nostro cammino. Lo saranno anche in futuro visto che saremo chiamati a confrontarci con una realtà che non conosciamo». È questo il manifesto di Fabio Nardi, 43 anni, presidente della Teramo a Spicchi (C Silver) che giovedì ha rilevato il titolo sportivo di serie B dal Teramo Basket 1960. Nardi è a capo di una cordata con sette soci, tutti teramani. «Siamo accomunati dalla passione per la pallacanestro. Io ho un passato da giocatore nelle categorie giovanili, dopodiché mi sono dovuto fermare. Ho frequentato il palazzetto come tifoso, insieme agli amici. Abbiamo visto dalla serie B fino alla A. Una volta a settimana o più ci riuniamo al campo per farci una partita. Insomma, il basket è un grande amore. Tanto grande che nel 2007 abbiamo creato la Teramo a Spicchi. Abbiamo fatto i campionati Csi, poi abbiamo iniziato con il settore giovanile e con la prima squadra con cui siamo arrivati fino alla C Silver. Da un paio di anni lottavamo per salire, niente da fare. Tant’è che abbiamo fatto domanda di ripescaggio in C Gold». Poi, però... «E’ emersa questa possibilità e non ce la siamo fatta sfuggire». Su una cosa Nardi è netto: «Non siamo in concorrenza con il progetto di Carlo Antonetti di cui ho stima perché, in passato, ci ha fatto vedere la serie A a Teramo». Nel gruppo di soci che ha deciso di fare il salto doppio di categoria c’è di tutto: dall’imprenditore al professionista, passando per il commerciante. «Vogliamo fare un basket sostenibile. Intendiamo consolidare la nostra realtà in serie B con umiltà. Abbiamo vissuto la pallacanestro in campo, da tifosi sugli spalti, e ora la nuova dimensione, dietro la scrivania, con un’altra visione».
Nel dettaglio del progetto Fabio Nardi non vuole entrare, lo farà con i soci la prossima settimana in una conferenza stampa. «L’allenatore? È prematuro fare nomi e non è il momento nemmeno di parlare di giocatori. Anche perché ora dobbiamo perfezionare la documentazione da inviare in Lega e in federazione». Emerge però una novità: la serie B potrebbe essere giocata non più al PalaScapriano, ma all’Acquaviva dal momento che l’impianto è gestito proprio dalla Teramo a Spicchi. «Sì, la volontà è questa per svariati motivi. Meglio avere una chiesa piena che una cattedrale semivuota. Il fattore campo ha il suo peso e l’Acquaviva ci può dare una mano».
Il saluto di Ruscitti. Sulla cessione del titolo ha detto la sua anche Ermanno Ruscitti, il presidente del Teramo Basket. «Abbiamo preso atto dell’impossibilità di andare avanti con il progetto del consorzio allestito da Antonetti e abbiamo presentato all’assemblea la proposta di Tasp e quindi abbiamo ratificato quella che è stata la soluzione migliore e naturale. Per noi», ha aggiunto Ruscitti, «era fondamentale mantenere il titolo sportivo di serie B in città, nonostante ci siano arrivate offerte da fuori. Noi non abbiamo fatto aste, mai dato fregature a nessuno. Tutte le cose sono state fatte con chiarezza, con il rischio che potevamo rimanere noi con il cerino in mano». E il futuro? «Intanto dobbiamo perfezionare la documentazione entro il 31 luglio. Poi, ci prenderemo una pausa. Conserviamo il codice Fip, potremmo fare qualche campionato giovanile. Poi, si vedrà». (r.c.)
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