Nasce la “Scuola Aic”, c’è anche il Pescara

20 Agosto 2015

LANCIANO. Nasce ufficialmente la “Scuola Aic”, uno spazio educativo ideato e promosso dall’Associazione Italiana Calciatori. Si tratta di una importante iniziativa volta alla diffusione, tra i...

LANCIANO. Nasce ufficialmente la “Scuola Aic”, uno spazio educativo ideato e promosso dall’Associazione Italiana Calciatori. Si tratta di una importante iniziativa volta alla diffusione, tra i ragazzi, della pratica sportiva. Uno spazio nel quale possano imparare il gioco del calcio, ma non solo quello.

Tra gli aspetti innovativi del programma, che prenderà il via nel settembre prossimo, vi è infatti la scelta di fondere gli aspetti tecnici a quelli educativi e psicologici. Sia dei piccoli partecipanti che delle rispettive famiglie. In questo contesto, insomma, il calcio non è solo una disciplina sportiva, ma deve anche rappresentare un'esperienza formativa, tecnica ed umana che vada al di là del livello tecnico del singolo individuo, al quale vanno invece trasmessi valori altrettanto importanti, coinvolgendo, in tal senso, tutto il suo nucleo famigliare.

L’Associazione, al fine di sostenere le attività promosse da ex-calciatori, ha nello specifico individuato, lungo tutto il territorio nazionale, quattro società presso le quali sperimentare, nell'arco della stagione 2015/2016, tale modello formativo: Real Vicenza, Montanaso, Battipaglia e Pescara. A questi club verrà chiesto di applicare, con il sostegno garantito dal Dipartimento Junior AIC, il modello educativo messo a punto in tre anni di lavoro negli AIC Camp, dalla stessa Associazione. Un modello che ha già coinvolto migliaia di bambini. Mascotte dell’iniziativa, il cui logo caratterizzerà tutte le attività, è una tartaruga con il carapace a forma di pallone da calcio. Un simbolo non casuale, rappresentando esso proprio lo spirito che le “Scuole Aic” vogliono promuovere: riscoprire il calcio per i suoi valori e per il suo spirito di aggregazione e scoperta, rispettando i giusti tempi di apprendimento necessari ai giovani calciatori. Un patrimonio che può avviare il ragazzo all’esperienza agonistica di alto livello ma che, se ciò non accade, contribuisca almeno ad educare il ragazzo ad un modo sano e pulito di intendere l’impegno e il divertimento, da soli e in gruppo, andando al di là del semplice concetto sportivo. (s.d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA