Nel Pescara c’è una folta colonia di ex Chievo

30 Settembre 2016

Dal portiere Bizzarri al terzino Biraghi passando per Memushaj, Aldegani e Pepe Poi c’è Zauri, collaboratore di Oddo: «Ricordo con piacere l’esperienza a Verona»

PESCARA. Alcuni si sono lasciati stringendo la mano ai dirigenti, altri sbattendo la porta. Nella rosa del Pescara ci sono ben cinque ex calciatori del Chievo: Albano Bizzarri, Gabriele Aldegani, Cristiano Biraghi, Ledian Memushaj e Simone Pepe. Poi c’è un sesto, Luciano Zauri, che ha vestito per un anno la maglia gialloblù e ora ricopre il ruolo di collaboratore tecnico di Massimo Oddo.

Tra gli ex spicca il portiere Albano Bizzarri, che ha militato nel club scaligero dal 2014 al 2016 collezionando 63 presenze. Il rapporto si è interrotto quest’estate perché al Chievo è rientrato dal prestito al Palermo Stefano Sorrentino, che ha un rapporto molto stretto con il presidente Luca Campedelli. Insomma, si sapeva che sarebbe stato lui il titolare. Per questo, quando il Pescara ha chiesto a Bizzarri la disponibilità di trasferirsi in riva all’Adriatico, il 38enne argentino non ci ha pensato due volte, nonostante Campedelli fosse disposto a fargli firmare il prolungamento. Nella mente dell’ex portiere di Lazio e Real Madrid, la voglia di essere ancora protagonista ha preso il sopravvento. In ogni caso, a Verona Bizzarri ha lasciato un ottimo ricordo per la sua professionalità.

Chi, invece, ha il dente avvelenato nei confronti della società di Campedelli è Simone Pepe, che avrebbe voluto giocare a tutti i costi nonostante il guaio al ginocchio, invece verrà tenuto a riposo. Alla fine della passata stagione, l’attaccante aveva trovato l’accordo per allungare il contratto. Era tutto pronto per la firma, ma poi c’è stato il dietrofront del Chievo. Pepe sostiene di aver addirittura firmato un biennale, che la dirigenza gialloblù non ha depositato. «Avevamo un accordo, poi il 10 giugno mi hanno detto che non avevano depositato il contratto che avevo firmato», questa l’accusa di Pepe che ha affidato la questione ai suoi legali. «Stiamo procedendo tramite avvocati e vedremo cosa succederà». Secondo quanto trapela dal club scaligero, ad un certo punto l’area tecnica ha rinunciato al tesseramento scegliendo di iniziare un processo di ringiovanimento della rosa. Che però non è stato portato a termine con efficacia, visto che nelle prime 6 giornate l’età media delle formazioni schierate è la più alta della serie A: 31 anni e 276 giorni. Così, l’avventura di Pepe è finita dopo una sola stagione (22 gare e 3 reti).

Stesso discorso per Cristiano Biraghi, che nel 2014-15 giocò 18 partite in gialloblù. Titolare nelle prime 10, poi Maran lo spedì in panchina utilizzando al suo posto un centrale (Zukanovic) nel ruolo di terzino. Di certo il difensore biancazzurro avrà voglia di rivalsa nei confronti del tecnico. Poi c’è Ledian Memushaj, una delle tante intuizioni dell’ex diesse del Chievo (ora all’Atalanta) Giovanni Sartori, che lo prese in Lega Pro dalla Paganese. La concorrenza era feroce e a gennaio l’albanese passò al Portogruaro. Anche per il terzo portiere del Delfino, Gabriele Aldegani, non fu un’esperienza positiva in Veneto: due sole presenze tra il 2007 e il 2009.

Al contrario, Luciano Zauri conserva tanti bei ricordi. Giocò nel Chievo di Silvio Baldini in B (1997-98) e per lui fu il primo vero campionato da professionista. «Avevo esordito in A l’anno prima con l’Atalanta, che mi mandò in prestito al Chievo», racconta Zauri, «dove stava nascendo la squadra che poi riuscì a conquistare la serie A e a restarci per anni. Provo grande stima per Campedelli, una persona umile e un dirigente modello». Domani rivedrà Dainelli, suo compagno nella Fiorentina. «Dopo la gara resterà qui, siamo amici fraterni. Però domani deve vincere il Pescara». ©RIPRODUZIONE RISERVATA