Nepa, da Cologna alla Moto3 «Il mio sogno fin da piccolo»

Il 17enne pilota rosetano impegnato nel Gp di Brno con il team Avintia 77 «Da bambino non sapevo andare nemmeno in bici, ora voglio arrivare in alto»
ROSETO . Il motomondiale parla un po’ più abruzzese: oltre al vastese Andrea Iannone in MotoGp, inMoto3 c’è anche un rosetano di Cologna, Stefano Nepa, 17 anni, del team Avintia 77, una passione per le due ruote. Dopo l’esordio ad Assen con un 20° posto e la conferma al Sachsenring (18°), in questo weekend Nepa è al Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno, con l’obiettivo di migliorarsi e cercare di scalare posizioni dall’ultimo posto guadagnato nella griglia di partenza. «Il mio ritorno in Moto3 sta andando bene», racconta Nepa, «l’esordio in Olanda è stato positivo: ho guidato bene ritrovando il feeling con la moto, confortato dal cronometro: in prova ero a solo 6 decimi dalla pole. Rispetto all’anno scorso ho più esperienza, e poi essere nello stesso team del mondiale junior mi è di grande aiuto».
La storia del giovane centauro, che fa l’ultimo anno delle superiori ad indirizzo turistico, inizia a 3 anni grazie a papà Sandro, uno con alle spalle 20 anni di carriera nel cross italiano. «Mi raccontano che nonostante non sapessi andare neanche in bici, volevo insistentemente una mini moto: alla fine mio padre disse che mi accontentava se toglievo le rotelle, ed ancora oggi in famiglia ridono perché me la comprò in due giorni». Un bambino con un sogno, che non guardava i cartoni animati: «Divoravo le videocassette delle corse di mio padre. Così nel 2009, ad 8 anni, mi iscrissi al campionato minimoto italiano: trasferte con pulmino e la tenda, un team familiare che funziona bene pure oggi». La carriera va veloce: «Nel 2012 passo alla MiniGp, prototipi con le ruote più piccole: colgo subito un 2° posto nel campionato Uisp e l’anno dopo arrivo secondo all’Europeo e quarto nell’italiano. Poi nel 2014 un nuovo salto di categoria con la pre-moto3 nel Civ. Siccome ero troppo piccolo, correvo con una deroga per meriti sportivi, e così a 12 anni diventai il più giovane campione italiano di sempre».
Dopo un altro 2° posto nel 2015, un nuovo passo: «2016, campionato italiano Civ Moto3, 4 wild card per il mondiale junior Cev: un anno difficile ma di grande crescita. Ricordo la prima gara, partivo ultimo perché la moto non si era accesa per le qualifiche e pioveva: risalii fino alla terza posizione, ma poi scivolai». Il 2017 l’anno dell’esplosione: «Andavo forte: nel mondiale Junior a Valencia ho girato per un weekend a 3 decimi dai tempi del motomondiale, mentre con una wild card nell’italiano ho fatto 4 vittorie in 4 gare, quella del Mugello per distacco di oltre 10 secondi». Col cronometro dalla sua parte, Nepa nel 2018 riparte nel mondiale Junior: «Andavo fortissimo ma nelle prove della prima gara sono scivolato: rottura del malleolo tibiale. Dopo 28 giorni ero in pista, un mezzo miracolo. Rientrai come una furia: al Mugello vinco di nuovo per distacco, poi ad Imola la perfezione: pole, giro veloce e vittoria; nel mezzo l’Europeo di Barcellona con un quinto posto e così mi merito la prima chiamata nella Moto3».
Motomondiale, si tocca il cielo con un dito: «Ma in pista ti fanno subito capire che ti devi svegliare. Di quell’anno mi resta un 12° posto a Valencia sotto un acquazzone ma anche la tristezza che per l’anno dopo i giochi erano già fatti. Sapevo di meritarmi una sella e l’ho riottenuta». Ma questo è solo un punto di partenza: «Io devo dare gas con intelligenza e coraggio, impegno e lavoro, se voglio fare una carriera ai massimi livelli». Con la speranza che l’anno prossimo si riparta finalmente dai test estivi: «Papà e lo zio Adriano, che mi fa da manager, stanno lavorando per un progetto importante. Io corro contro il cronometro con l’obiettivo di crescere ancora».
Marco Rapone
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