Nerostellati: giochiamo a porte chiuse

15 Marzo 2016

Promozione. La decisione dopo l’aggressione dei tifosi al tecnico del Fontanelle

LANCIANO. Che quello di quest’anno sia un campionato di Promozione davvero straordinario, è un concetto ormai trito e ritrito. Motivo in più per stigmatizzare con forza quanto accaduto, nell’ultimo turno, a Fontanelle, in provincia di Teramo. E nello specifico, quel gruppetto (una trentina almeno) di tifosi pratolani (ma sarebbe più giusto definirli delinquenti), i quali per sfogare la propria rabbia per la sconfitta della loro squadra (capolista del girone A, prima di domenica scorsa), hanno pensato bene di prendersela con alcuni tesserati della squadra locale. E ad avere la peggio, a conti fatti, è stato l’allenatore del Fontanelle Domenico Di Pietro, finito all’ospedale per una sospetta frattura nasale. «Fortunatamente non c’è nulla di rotto. Solo una forte contusione (con evidente tumefazione facciale, ndc), per la quale mi sono stati prescritti sette giorni di riposo». A parlare così è lo stesso mister Di Pietro, che dopo essere stato dimesso sin da domenica sera dal nosocomio di Atri, così ricostruisce, da casa, i fatti accaduti domenica, al triplice fischio finale. «L’atmosfera era un po’ elettrica ma nulla faceva presagire ciò che poi sarebbe accaduto. Purtroppo qualcuno è riuscito ad aprire un cancello che separava la tribuna dal campo di gioco, favorendo l’ingresso nell’impianto di un nutrito gruppo di supporter ospiti. Alcuni dei quali visibilmente alterati dall’alcool. Uno di loro stava prendendo ad ombrellate un mio giocatore (il secondo portiere Pela, ndc), ed avendolo colpito allo zigomo, sono intervenuto per fermarlo. Appena il tempo di bloccarlo, che ho ricevuto una testata al volto, e dato che per evitare ulteriori colpi non mollavo la presa, sono stato aggredito alle spalle da altri». Con le conseguenze già descritte. «Penso di essere in grado di riconoscere chi mi ha colpito con la testata, avendolo visto bene in faccia», fa sapere Di Pietro, che domani (oggi per chi legge, ndc) sarà al riguardo ascoltato dai carabinieri.

Domenica sera, invece, era toccato all'arbitro e al commissario di campo, fornire la loro versione circa l’accaduto. «Più che arrabbiato», conlude Domenico Di Pietro, «sono amareggiato, visto che pur essendo un tipo che si infiamma facilmente, non avrei mai pensato si potesse arrivare a tanto. Ovviamente di tutto ciò non hanno alcuna colpa nè i dirigenti nè i giocatori pratolani, un paio dei quali mi ha anzi chiamato per sapere come stavo. Cosa che, ovviamente, mi ha fatto molto piacere». Un gesto, quello dell’aggressione, che oltre a ledere l’immagine del paese e del campionato stesso, rischia di costare assai caro al club. Che dopo essersi scusato pubblicamente con Di Pietro ed i tesserati del Fontanelle, prendendo al contempo le distanze dagli eccessi di certi pseudo tifosi (peraltro non nuovi a episodi del genere), in comunicato firmato dal presidente Gianluca Pace ha ufficializzato la propria decisione di giocare a porte chiuse le restanti sfide interne dei Nerostellati, a prescindere da quelle che saranno le decisioni del Giudice sportivo regionale.

Quanto al resto del girone (al momento guidato dal San Gregorio), la situazione resta incertissima, complice la mancata disputa, per maltempo, di Pontevomano-Controguerra e Tossicia-Virtus Teramo. Gare che saranno entrambe recuperate domani, con inizio alle 15.

Il nulla di fatto, invece, nel big-match del girone B tra Casalbordino e Penne, ha favorito l’allungo in vetta del Passo Cordone, corsaro a Francavilla, in una giornata caratterizzata dall’inatteso tonfo interno della Pro Sulmona, scivolata ora al sesto posto e dunque fuori dai play off, per mano del Castello 2000. (s.d.c.)

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