«Nessuna apocalisse, andremo ai Mondiali»

5 Settembre 2017

Il ct Ventura sulla graticola replica a Tavecchio e conferma il 4-2-4

REGGIO EMILIA. Gian Piero Ventura cancella, con un colpo di spugna, la Spagna e pensa a Israele, terz'ultimo ostacolo prima del quasi certo spareggio - con partite d'andata e ritorno - nel cammino verso i Mondiali dell'anno prossimo in Russia. Il ct azzurro confessa, alla vigilia del match a Reggio Emilia, che non teme esclusioni e che, per fare questo, «servono i fatti». «Le partite vanno giocate e, se non le giochi, non puoi avere certezze», filosofeggia il ct. Nel giorno in cui il presidente Figc, Carlo Tavecchio, gli «ha rinnovato la fiducia», ricordando che «l'ipotesi della non qualificazione sarebbe un'apocalisse», Ventura ridimensiona la vicenda («Mi sembrano termini un po’ enormi»), come a voler spegnere le roventi polemiche dopo la sonora sconfitta di Madrid. «Se dovessimo incontrare la Spagna al Mondiale con una buona preparazione alle spalle, sicuramente vedremmo una partita diversa», le parole rassicuranti del ct, che poi inquadra il prossimo avversario, ricordando di «avere grande rispetto per Israele», che «ci ha fatto soffrire all'andata. Vengono da una sconfitta e vorranno riscattarsi». L'Italia è ormai destinata all'appendice dei play off e Ventura si è già abituato all'idea. «Il pensiero di non andare al Mondiale non lo prendo nemmeno in considerazione», dice. «È chiaro che, quando sei nel girone con la Spagna, devi mettere in preventivo di arrivare secondo; noi siamo stati bravi a restare a pari punti fino allo scontro diretto, meno a farci sconfiggere e adesso ci restano i play off. Sono d'accordo con Tavecchio che uscire sarebbe una cosa davvero assai brutta ma, se vinceremo contro Israele, il secondo posto è praticamente sicuro. Prendiamo atto delle difficoltà in Spagna e andiamo avanti». «La partita di Madrid è una tappa di un percorso di crescita all'interno di un progetto», aggiunge poi il ct azzurro. Che, a proposito del modulo e delle critiche piovutegli addosso dopo avere deciso la disposizione tattica della squadra al Bernabeu, ammette che «chi fa questo lavoro deve imparare ad accettare le critiche, purché siano costruttive: quelle aiutano a crescere. Abbiamo la possibilità di fare delle scelte di volta in volta, anche in relazione alle caratteristiche dei nostri giocatori. La Spagna ci ha, e mi ha, insegnato alcune cose, io non mi fisserei su un modulo, adesso si parla di moduli perché c'è stata una sconfitta». Anche se stasera verrà confermato il tanto criticato 4-2-4 con alcune novità . Senza gli infortunati Chiellini e Spinazzola e lo squalificato Bonucci, con Zappacosta aggregato da sabato l'emergenza è soprattutto in difesa: il ct sta tenendo in corsa Rugani e Astori da affiancare a Barzagli al centro della difesa e alternando gli esterni difensivi Zappacosta, Conti e Darmian con quest'ultimo che oggi potrebbe spostarsi a sinistra. «Abbiamo la possibilità di giocare in maniera diversa, abbiamo cambiato spesso. Abbiamo iniziato un percorso con un gruppo di calciatori, un percorso che prevede una crescita e la valutazione di varie situazioni. Non è che sia cambiata qualcosa dopo la Spagna, è cambiata semmai la classifica», ha chiuso il ct.
Gigi Buffon in Spagna è stato messo sul banco degli imputati, per avere offerto una prestazione non all'altezza della sua fama. «Nel calcio tutto è opinabile e spesso l'opinione viene fatta passare per verita», ha detto il portiere. «Le critiche vanno accettate come l'alternarsi delle stagioni e sono inevitabili. Ti senti ferito se realmente vai incontro a delle critiche reali e costruttive, se c'è il tiro al piccione non intacca quello che sono e quello che voglio continuare a essere». Gli fanno eco le parole di Andrea Barzagli, suo compagno di squadra nella Juve. «L'Italia che non va al Mondiale sarebbe una cosa devastante, non dobbiamo neanche pensarci. Le critiche a Buffon? Ci rido sopra. Una settimana fa è stato premiato come miglior portiere della Champions, criticarlo ora è un po’ follia»
Arturo Spadone