Nessuno come il Pescara: 32 giocatori per affondare

25 Marzo 2017

Quella biancazzurra è la squadra che ha utilizzato il maggior numero di calciatori Dopo 29 turni non c’è una formazione tipo. Dopo Oddo, anche Zeman in difficoltà

PESCARA. Massimo Oddo le aveva provato tutte per cambiare il corso della stagione. E lo stesso sta facendo Zdenek Zeman, ma le difficoltà non sono state superate. Dopo 29 giornate di campionato il Pescara resta una squadra incompiuta, indefinita, senza una precisa identità.

Eppure, la scelta era abbastanza copiosa a livello numerico (di certo non qualitativo), come dimostra il numero dei giocatori utilizzati dal Delfino nel corso del campionato: ben 32. Nessun club della massima serie ne ha impiegati di più. È curioso vedere che in questa particolare classifica negli ultimi posti figurino compagini che hanno avuto impegni ben più gravosi durante l’anno, come la Roma (22 calciatori schierati), il Napoli e la Juventus (25 elementi), tutte chiamate a disputare tra campionato e coppe un numero di gare molto più alto rispetto ai biancazzurri.

Nel Pescara il più presente è il portiere Albano Bizzarri che ha giocato tutte le partite senza saltare nemmeno un minuto. Seguono Cristiano Biraghi e Ledian Memushaj con 27 gettoni, poi Gianluca Caprari fermo a quota 26.

Di solito i tifosi imparano a memoria la formazione tipo della loro squadra del cuore. Al contrario, da queste parti l’impresa si è rivelata particolarmente ardua, anzi impossibile. Il motivo principale riguarda la lunga serie di infortuni occorsi ai calciatori biancazzurri che hanno obbligato gli allenatori a cambiare sistematicamente lo schieramento.

In difesa, ad esempio, si sono alternati undici calciatori. Il cruccio più grande per Oddo è stato quello di individuare la coppia titolare dei centrali. Gli stop forzati di Campagnaro, Coda, Gyomber e Fornasier lo hanno costretto a rimescolare le carte quasi tutte le settimane. A centrocampo la base iniziale era il trio Memushaj-Brugman-Cristante, visto che Verre veniva schierato come trequartista insieme a Benali alle spalle di Caprari. Un esperimento che sembrava azzeccato all’inizio del torneo. Invece, fu pura illusione credere che si potesse ovviare alla mancanza di un centravanti di ruolo. Proprio in attacco si sono palesate le maggiori criticità con Caprari unico punto fermo. L’ex romanista, ora di proprietà dell’Inter, è anche il capocannoniere dei biancazzurri con 7 reti. Al suo fianco si sono alternati dieci elementi: Bahebeck, Benali, Pettinari, Manaj, Mitrita, Pepe, Cerri, Muric, Kastanos e Gilardino. Qualcuno non ha convinto, altri si sono fatti male e l’attacco del Pescara è rimasto un’incompiuta.

Nelle 24 gare della sua gestione Oddo ha proposto lo stesso undici solo in tre circostanze: nella 2ª giornata contro il Sassuolo, nella 3ª con l’Inter e nella 4ª a Roma con la Lazio. Nelle altre 21 partite l’ex allenatore del Pescara ha cambiato almeno una pedina. Più lineare la scelta di Zeman che siede sulla panchina da 5 partite. Nelle prime 3 contro Genoa, Chievo e Sampdoria il boemo ha schierato la stessa formazione, mentre nelle ultime 2 ha variato qualcosina. Nel match con l’Udinese il tecnico di Praga ha recuperato Bovo proponendolo al posto di Coda che era assente per squalifica. In attacco, con Caprari fuori causa per infortunio, Zeman ha scelto Mitrita affiancandolo a Cerri e Benali. A Bergamo Coda ha sostituito l’infortunato Stendardo, a centrocampo Muntari al posto di Bruno (squalificato) e in attacco la scelta più sorprendente. Nel trio offensivo, insieme a Cerri e Benali, l’allenatore ha inserito Crescenzi. «In settimana è stato goleador», ha spiegato Zeman, «si proponeva per segnare anche se di ruolo fa il terzino».

Una mossa della disperazione che spiega quanto sia difficile dare un’impronta ad una squadra sempre più protagonista in negativo in serie A.

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