Nibali resiste anche al pavè Per ora è padrone del Tour

Nella temuta tappa definita la “Piccola Rubaix” lo Squalo stacca Contador di 2’54’’ Vince l’olandese Boom, il favorito Froome cade due volte ed è costretto al ritiro
ARENBERG. Stanco ma felice, Vincenzo Nibali si gode la maglia gialla al termine della temutissima tappa sul pavè, da Ypres alla foresta di Arenberg, che invece lo Squalo dello Stretto ha dominato facendone una frazione decisiva per questa prima settimana del Tour e ha consolidato il primato in classifica sui diretti concorrenti, grazie a un autorevole e strepitoso terzo posto di ieri.
Con il ritiro di Chris Froome (ieri è caduto due volte e alla seconda si è fatto male al braccio destro – il polso sinistro era già ben fasciato per la caduta di tre giorni prima a Londra ), e il ritardo accumulato da Contador (2' e 35 secondi), Nibali rilancia la sua candidatura per la vittoria finale.
«Ora ho un buon vantaggio», commenta il siciliano, «ma il Tour è lungo e devo restare con i piedi per terra. Senza Froome, c'è Contador da controllare. Anche se con più di due minuti di vantaggio, è lui l'avversario da tenere d'occhio».
Il ritiro di Chris Froome è il colpo di scena del giorno al termine di una tappa segnata da pioggia e freddo: «Il ciclismo è questo», commenta Nibali, «anch'io ne ho fatto le spese al Giro d'Italia nella tappa di Montalcino. Con le cadute bisogna fare i conti».
Anche Nibali ieri ha rischiato di cadere: «Sì, e ben tre volte», afferma, «ma fortunatamente con un po’ di abilità e di fortuna, frenando nelle curve giuste, è andata bene. È stata una giornata durissima, abbiamo adottato una tattica giusta lanciando in fuga Westra, che è andato forte, e anche Fuglsang è stato eccezionale. Ora cosa chiedo? Desidero solo un buon riposo».
Il pavè era molto temuto dal campione di Messina, anche perché non era solo pavè, ma buche profonde e fango. Sembrava una corsa d’altri tempi. Tutti i corridori sono arrivati coperti di fango dalla testa ai piedi, in un clima quasi invernale. All’arrivo, nella foresta di Arenberg, pioveva da due giorni.
La tappa, quinta del Tour, è stata vinta dall’olandese Lars Boom (Belkin), arrivato da solo al traguardo dopo 9 tratti di pavé. Sul podio a 20 secondi la coppia Astana con Vincenzo Nibali, appunto, splendido terzo alle spalle del danese Jakob Fuglsang. Lo Squalo dello Stretto ha corso in maniera spettacolare mantenendo la maglia gialla e guadagnando 1 minuto e 52 su Richie Porte (Sky), nuovo capitano della squadra britannica orfana di Chris Froome. Alberto Contador (Saxo Tinkoff) ha perso 2 minuti e 35 secondi da Nibali.
La “piccola Roubaix”, questo il soprannome dato alla quinta tappa, non ha tradito le attese della vigilia riguardo allo spettacolo. Nove tratti di pavé, 13 km complessivi sui 152,5 in programma, pioggia e vento le difficoltà con cui i corridori hanno dovuto misurarsi. A 70 chilometri dal traguardo il primo colpo di scena: Chris Froome cade per la seconda volta dopo essere finito a terra pochi chilometri dopo la partenza. Nibali ha una marcia in più di Contador e la sfrutta fino in fondo, mettendo le mani sul Tour.
Oggi la sesta tappa (ore 12), da Arras a Reims (194 km), con due Gp della montagna, ma di quarta categoria.
In tv. Diretta Raisport 2 alle 13 e dalle ore15 su Raitre.

