Nicolai: bello così, ci riproveremo
L’atleta ortonese conferma il binomio con Lupo e allunga lo sguardo a Tokyo 2020
ORTONA. La sconfitta nella finale olimpica del beach volley non ha scalfito il processo di consacrazione della nuova icona dello sport abruzzese. Questa mattina all’aeroporto di Fiumicino (arrivo previsto alle ore 7) Paolo Nicolai scende dagli scalini dell’aereo che lo riporta da Rio de Janeiro con la medaglia d’argento al collo, conquistata in coppia con il romano Daniele Lupo. Medaglia storica per la pallavolo italiana sulla sabbia, tanto che sono piovuti complimenti da ogni parte sul 28enne “gigante” ortonese, portacolori dell’Aeronautica militare: dal ministro della difesa Pinotti al presidente del Coni Malagò, passando per politici e amministratori locali. Che lo festeggeranno nei prossimi giorni. Oggi, a casa, riceverà l’abbraccio della famiglia (papà Rino, mamma Bruna e il fratello Carlo) e degli amici più stretti. Oltre, ovviamente, alla fidanzata Serena. E’ a loro che ha rivolto il primo pensiero nella notte di Copacabana. «Mi hanno supportato e sopportato in tutto e per tutto, così come tutto lo staff con cui ho lavorato sodo negli ultimi mesi. Pensate che la mia fidanzata è single da sei mesi...», ha detto scherzando prima di lasciare la Beach Arena riempita da circa 11mila spettatori che hanno trascinato i brasiliani Alison e Bruno, campioni del mondo, verso la medaglia d’oro. Applausi e complimenti da tutte le parti, anche se Paolo Nicolai, da buon perfezionista, qualche rimpianto se l’è portato a casa. «La medaglia è un sogno realizzato, ma io sognavo anche di vincere la finale», ha aggiunto. E poi con il consueto fair play: «Abbiamo la coscienza a posto, loro sono stati più forti».
La medaglia d’argento gli frutterà un premio di 75mila euro, dal Coni, che si aggiungeranno ai 358.413 dollari di montepremi guadagnati nel circuito Fivb e 29.575 in quello Cev. L’argento olimpico gli frutterà altri contratti pubblicitari, ma, soprattutto, il definitivo salto di qualità di una carriera il cui prossimo obiettivo a lungo termine si chiama Tokyo 2020, ovvero le prossime olimpiadi. Ci vogliono essere Paolo Nicolai e Daniele Lupo per ritentare l’assalto a l’oro. «Siamo come fratelli», ha detto il 25enne romano di Fregene tifoso della Roma. «Siamo come marito e moglie», gli ha fatto eco Nicolai che, invece, non ha mai nascosto la simpatia per i colori dell’Inter. La coppia (campione d’Europa nel 2014 e nel 2016) non scoppia, ma, nel frattempo, si è divisa: l’ortonese oggi torna a casa dalla fidanzata Serena, mentre Lupo è rimasto in Brasile in compagni di alcuni amici e familiari per una vacanza.
Il cammino a Rio 2016 (quattro successi e tre sconfitte ben distribuiti) ha incoronato Paolo Nicolai nuova stella dello sport abruzzese, un personaggio che si è fatto apprezzare per il talento, il carattere e i modi anche fuori dai confini regionali e nazionali. Riconoscimenti sono arrivati anche dalla stampa brasiliana che ha tessuto le lodi di Nicolai.
L’altra notte la commentatrice Rai Consuelo Mangifesta – anch’essa ortonese – lo ha fotografato con la maglietta “Ortona c’è” realizzata per l’occasione. Un’immagine che ha fatto il giro dei social, entusiasmando i fans. Un segnale, la conferma, che pur girando il mondo per le tappe del World Tour Nicolai non ha mai perso il contatto con la cittadina in cui è nato e cresciuto. E per la quale è diventato una sorta di testimonial a suon battute in salto (con palla scagliata a oltre cento chilometri orari), di schiacciate e muri sulla sabbia.
@roccocoletti1
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