Nicolai e l’operazione Tokyo

6 Marzo 2019

L’ortonese inizia il cammino per l’Olimpiade 2020: al via un anno importante 

ORTONA. Dagli allenamenti al centro federale di Formia al caldo del Qatar. Oggi parte ufficialmente l’operazione Tokyo 2020 per il beacher ortonese Paolo Nicolai. Si parte per il primo torneo World Tour 2019 al quale la coppia azzurra Nicolai-Lupo prenderà parte per collezionare i punti necessari per strappare la qualificazione alle prossime olimpiadi. Il torneo in Qatar è previsto dal 12 al 16 marzo, ci sarà il tempo per acclimatarsi dopodiché si comincerà a fare sul serio. Sono 13 i tornei a cui Nicolai e Lupo hanno pensato di partecipare durante l’anno tra cui i Mondiali di Amburgo (dal 28 giugno al 7 luglio), gli Europei di Mosca (dal 6 all’11 agosto) e le Finals di Roma, previste dal 4 all’8 settembre. Tre appuntamenti di prestigio: in primis il campionato del Mondo che manca nella bacheca di Nicolai e Lupo, poi gli Europei che comunque gli azzurri hanno giù conquistato in tre occasioni e, dulcis in fundo, il fascino di giocare un grande torneo in casa, a Roma. Con ogni probabilità all’aperto. Uno spettacolo nello spettacolo. Da definire, inoltre, la partecipazione a un torneo in Cina che a settembre dovrebbe mettere in palio due wild card per le Olimpiadi. Il tutto tenendo conto che bisogna collezionare piazzamenti e, quindi, punteggi per qualificarsi a Tokyo 2020 per tentare un nuovo assalto al podio olimpico e, possibilmente, migliorare l’argento di Rio de Janeiro nel 2016.
«Il 2019 è un anno importante» sostiene il 30enne beacher ortonese, «perché si accumulano punti per la qualificazione olimpica e un focus sul mondiale e i tornei a 5 stelle, tra cui quello di Roma. È un anno denso di appuntamenti ricchi di fascino». Per quanto riguarda, invece, la preparazione cambia poco o niente, «perché il pensiero rimane quello di fare bene ogni partita. Le case si costruiscono un mattone alla volta», sentenzia Paolo Nicolai, un tipo molto razionale sia sulla sabbia che nella vita di tutti i giorni. E nemmeno sul piano del gioco cambierà la strategia: «Pensiamo a migliorare il nostro gioco, concentrandoci su ciò che abbiamo fatto bene e cosa meno bene lo scorso anno. Non ci saranno stravolgimenti ma piccoli aggiustamenti». L’ortonese e il romano puntano a una crescita lenta ma costante, perché ogni sforzo è finalizzato alla manifestazione olimpica che l’anno prossimo farà tappa in Giappone. E il torneo che sta per iniziare in Qatar sarà il primo passo di una maratona.
Nicolai non si sbilancia: «Per noi è il primo torneo, altre squadre hanno già iniziato la stagione. Puntiamo a far bene, ma, come detto prima, la parte centrale della stagione sarà determinante».
La strada verso Tokyo. Ogni torneo del World Tour metterà in palio dei punti. Sia per gli uomini che per le donne saranno 24 le coppie ammesse al tabellone principale, dunque sono 96 gli atleti che voleranno alle Olimpiadi di Tokyo (48 uomini e 48 donne). La regola è che nessuna nazione può portare più di due coppie a sesso, dunque al massimo l’Italia può qualificare otto atleti (due coppie maschili e due coppie femminili). Una coppia maschile e una femminile è riservata di diritto al paese ospitante, in questo caso il Giappone. Mentre la coppia che si aggiudicherà i Mondiali del 2019 riuscirà a strappare il pass per i Giochi. Ecco invece come usciranno le altre 22 coppie: le prime 15 del ranking olimpico che prende in considerazione i risultati dal 1 giugno 2018 al 15 giugno 2020, 5 pass verranno messi in palio durante i tornei continentali per tutte quelle nazioni che non sono riuscite ancora a qualificare le due coppie per sesso, gli ultimi due pass si potranno ottenere nel torneo di qualificazione olimpica.
L’idolo e la strategia. In corsa ci sarà anche l’eterno Phil Dalhausser, americano di 39 anni, a caccia della quarta Olimpiade. Da sempre Dalhausser, già oro olimpico, è l’idolo di Paolo Nicolai, una fonte di ispirazione per l’ortonese che punta a migliorarsi di anno in anno. A Londra, nel 2012, Nicolai, con Lupo, è arrivato alle soglie della semifinale; a Rio de Janeiro, nel 2016, la conquista della finale era già un trionfo, visto che mai l’Italia era arrivato così in alto. Adesso i due portacolori azzurri puntano all’oro olimpico ben sapendo che per riuscire nell’impresa non dovranno sbagliare nulla, tanto è alto il livello di competitività.
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