Nicolai: io, la popolarità e l’obiettivo Tokyo 2020

La medaglia olimpica di beach volley al Centro: «Entusiamo e lavoro»
PESCARA. Un ospite (gradito) in redazione. E’ Paolo Nicolai, che guarda tutti dall’alto in basso con i suoi 203 centimetri di altezza. Partecipa alla riunione di tarda mattina, durante la quale si gettano le basi per il confezionamento del giornale. E racconta come gli è cambiata la vita dall’agosto scorso quando, a distanza di 12 anni, ha riportato una medaglia olimpica in Abruzzo. L’argento di Rio 2016 a tutto campo, tra beach volley e la popolarità con cui è chiamato a confrontarsi negli ultimi mesi. Il campione ortonese è reduce dal primo impegno del World Tour, negli Stati Uniti, in cui, in coppia con Daniele Lupo, è giunto fino ai quarti di finale, concludendo al quinto posto. Dopo la sosta post Rio de Janeiro ha ripreso gli allenamenti nel centro federale di Formia e si è già cimentato nel primo impegno agonistico della stagione. Il prossimo sarà quello di maggio, in Brasile. L’obiettivo a lungo termine, ovviamente, è quello di Tokyo 2020; nel mirino c’è la terza Olimpiade di fila nella speranza di migliorare il secondo posto di Rio.
Nicolai, come le è cambiata la vita?
«In meglio, decisamente. Anche se poi alla base di tutto ci sono gli allenamenti e l’attività agonistica. Di certo, sono aumentati gli impegni di rappresentanza. La popolarità non la vivo come un peso, al contrario, con entusiasmo».
Dopo la pausa post Olimpiadi, come siete ripartiti lei e Lupo?
«Ci siamo guardati in faccia e, detto francamente, non c’è stato nemmeno bisogno di parlare più di tanto. Abbiamo ricominciato, decisi più che mai, con il mirino puntato su Tokyo. Anche se prima ci saranno tanti appuntamenti importanti».
Un quinto posto per ricominciare negli States.
«E’ andata bene. Era il nostro primo appuntamento dopo un periodo di preparazione indoor. Abbiamo sempre vinto fino ai quarti di finale. In pratica, abbiamo sbagliato solo un set e siamo usciti. C’è da lavorare, lo sappiamo».
A questi livelli quali sono i margini di miglioramento?
«Nei fondamentali, in primis. Primo e secondo tocco. E poi la battuta, ovviamente. Per raggiungere certi traguardi bisogna lavorare sodo».
Ormai lei e Lupo siete diventate le icone del beach volley. Addirittura si parla an che di un’esibizione in Vietnam.
«Siamo arrivati al posto giusto nel momento giusto. C’era un progetto di valorizzazione della federazione e abbiamo avuto la possibilità di dimostrare il nostro talento».
Beach volley, quale futuro?
«E’ una disciplina sportiva popolare. La si pratica ovunque a livello amatoriale. E’ diffusa tra i giovani e c’è un movimento di base ottimo. E la federazione ha creato un Club Italia nel quale racchiude e valorizza i migliori talenti in circolazione. Ce ne sono anche di abruzzesi. Mi riferisco ai vari Cappio, Scampoli e Varrassi che promettono bene».
Qual è il suo rapporto con Ortona?
«E’ la mia città, quella in cui vivo e in cui vivrò in futuro. Quando non ci sono i tornei, torno a casa ogni fine settimana».
Come investe i suoi guadagni?
Sorride. «Quali guadagni? No, scherzo. Diciamo che sto comprando casa...».
Scaramantico?
«Io no, ma sono circondato da scaramantici e diciamo che sono finito nel vortice. C’è l’allenatore (Paolo Varnier, ndr) che ci tiene a certe cose...».
Quando gira per il mondo che cosa non deve mancare nella sua valigia?
Sorride. «Il costume... A parte gli scherzi, il telefono è imprescindibile. Praticamente, faccio tutto con quello».
Simpatizzante interista, ma ci sono anche delle foto che la ritraggono allo Juventus Stadium...
«Mi piace il modello Juventus e volevo conoscere questo mondo. In occasione di Juve-Lione di Champions ero sugli spalti. Ho fatto il giro dello stadio prima della partita, ho conosciuto quella che è l’organizzazione bianconera, visitato il museo e....».
E poi?
«C’è una sezione del museo in cui gli sportivi illustri bianconeri lasciano qualcosa. Io ho lasciato il cappello. E da lì mi hanno messo l’etichetta di tifoso juventino».
Lei gira il mondo, quali sono i posti più belli che le sono rimasti impressi nella mente?
«Le Isole Bermuda sono bellissime. E poi Manhattan Beach, un posto in cui sarebbe bello vivere».
Beacher professionista, ma non solo. Si sta dedicando anche alla promozione della pallavolo sulla spiaggia.
«Sì, stiamo organizzando, insieme all’agenzia Dmtc e alla Red Bull (sponsor personale, ndr), un circuito riservato ad atleti under 23. Ci sono tre tappe in via di allestimento, una delle quali a Pescara alla fine di giugno. Alla Croce del Sud. Le altre a Senigallia e Amantea».
@roccocoletti1
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