Niente goleada L’Italia è bella solo un tempo

13 Novembre 2016

Con il Liechtenstein gli azzurri vincono “soltanto” 4-0 Doppio Belotti poi Immobile e Candreva. Salta l’inno

VADUZ. Tutto liscio, forse troppo ma solo per un tempo. Comunque l’Italia giovane archivia la sfida numero quattro delle qualificazioni mondiali con un bel poker al Liechtenstein ma a Vaduz contro la nazionale-cuscinetto del gruppo G (183º nel ranking Fifa) e dopo 45' minuti pimpanti (4-0) è mancata l’agognata goleada.

E questo, complice anche l’analogo risultato della Spagna con la Macedonia, lascia tutto inalterato in vetta, con le Furie rosse però che vantano una differenza reti migliore (+14 contro +7) rispetto agli azzurri e sono dunque primi. È stata un’Italia a due velocità, concreta, continua e letale nei primi 45', quanto accademica, lenta e scontata nella seconda parte di gara.

Resta però il bel poker (non male considerato anche il brutto ko dell’Albania, prossimi avversari degli Azzurri, in casa con Israele, che allontana un pericoloso avversario per il secondo posto) e soprattutto il nuovo assetto tattico che Ventura ha battezzato al Rheinpark Stadium della capitale del piccolo Principato, quella che aveva da tempo in testa, quella più lontana dall’Europeo, per uomini (solo una decina i reduci), tattica (4-2-4) ed età media. La serata non era iniziata nel migliore dei modi: al momento degli inni, è saltato quello di Mameli prontamente intonato dal pubblico in gran parte tricolore. Poi però il campo rimette le cose a posto. Nel giro di dieci minuti l’Italia confeziona due nitide palle gol e due reti col nuovo tandem d’attacco: all’11’ fa centro Belotti, un minuto più tardi Immobile su assist al bacio del “gallo”.

Gli esterni funzionano a dovere, Candreva e Bonaventura, con Desciglio e Zappacosta a dar man forte alle spalle macinano chilometri e occasioni. Il 4-1-4-1 dei padroni di casa che quasi sempre diventa un 4-5-1 rende però un po’ caotica la manovra. Gli azzurri danno anche l’impressione di divertirsi, arriva così il terzo gol di Candreva (tra i più propositivi) e poi il quarto proprio allo scadere ancora con Belotti (dopo che un minuto prima gli era stato negato un tacco-gol per fuorigioco). Ma mentre si va negli spogliatoi con la testa ai gol da contare nella ripresa, ecco che la squadra rallenta, perde lucidità, corsa e le occasioni (molte meno che nei primi 45’) si contano sulle dita di una mano. Forse è vero che nel Dna degli azzurri ci deve essere per forza la parola sofferenza perché, avanti di 4 reti, tutto diventa più difficile facendo abbassare inevitabilmente il ritmo alla partita. Ventura cambia i tre quarti dell’attacco, puntando sulla voglia di rivalsa di Insigne, Eder e Zaza. La benzina sembra però finita e con essa anche la lucidità, al resto ci pensa la temperatura vicina allo zero. Martedì ci sarà un test (amichevole) ben più probante contro la Germania. Obbligatorio ripartire dalla spinta mostrata nel primo tempo.