Niente serie C, Teramo bocciato anche dal Coni

Il collegio di garanzia respinge il ricorso dei biancorossi. La società: «Pronti a far intervenire il Tar»
TERAMO. Niente da fare. Anche il Collegio di Garanzia del Coni ha dato torto al Teramo confermando il provvedimento con cui la Figc ha escluso il club dal prossimo campionato di serie C per inadempienze burocratiche ed economiche. Infatti, ieri, la Sezione sulle controversie in tema di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, presieduta dal Presidente, Raffaele Squitieri, del Collegio di Garanzia, ha confermato la fine del calcio professionistico a Teramo. «Trovo tutto assurdo, ci aspettavamo una sentenza diversa», ha detto ieri sera Massimo Chierchia, l’amministratore unico (dimissionario) del club biancorosso.
Le speranze alla vigilia dell’udienza non erano molte, anche se il quadro della situazione rispetto a 10 giorni fa è migliorato visto che mercoledì scorso il tribunale di Roma ha sbloccato le quote di maggioranza della società consentendo ai fratelli Ciaccia di riprendere in mano le redini del club. Ma niente da fare, il Coni ha confermato il provvedimento della Figc che ora provvederà a completare l’organico della C ripescando la Fermana, mentre il Teramo ora potrà solo ricorrere al Tar del Lazio che potrebbe esprimersi tra fine mese e inizio agosto.
«Sì, stiamo valutando il ricorso al Tar», ha aggiunto Massimo Chierchia qualche minuto dopo la sentenza del Coni. In serata, poi, è arrivata anche la comunicazione ufficiale del club sul ricorso al Tar. Parallelamente, però, il sindaco Gianguido D’Alberto ha i mezzi a disposizione per prendere in mano la situazione e sfruttare la normativa Figc pensata ad hoc per le piazze che restano senza calcio a certi livelli.
Ovvero, potrà indire un bando per poi scegliere il miglior progetto tecnico in modo da metterlo in contatto con la Figc che, con il pagamento di 300mila euro a fondo perduto, concederà la possibilità di ripartire dalla serie D in sovrannumero, sin da questa stagione. Tuttavia sono anche altre le strade che vengono prese in considerazione.
Anche la possibilità di ripartire dalla serie D con un’altra società da mettere insieme in poco tempo. «Purtroppo è andata così e la cosa mi dispiace, perché in queste settimane abbiamo lavorato per fare il possibile», il commento del sindaco D’Alberto. «Ora come sindaco, in base agli strumenti in mio possesso, prenderò in mano la situazione per garantire la continuità del calcio teramano. In altre città importanti è successo e noi siamo pronti per ripartire anche da una serie minore. Prima, però, bisognerà capire se la società è intenzionata a proseguire la battaglia legale, affidandosi alla giustizia ordinaria». Entro poche ore il lcub presenterà il ricorso al Tar, ma a Teramo si guarda già al piano “serie D”. (l.d.m.)

