Nikolic: «Mi sento pronto a guidare gli Sharks»

16 Luglio 2018

Il play serbo (ex Stella Azzurra) rientrato dagli Stati Uniti ha voglia di stupire:  «Non sento la pressione e punto a essere uno dei migliori nel mio ruolo»

ROSETO. A guidare le danze in cabina di regia del Roseto Sharks nella prossima stagione di A2 ci sarà un giovane serbo, ma italiano di formazione grazie ai suoi anni trascorsi con la Stella Azzurra, Lazar Nikolic. Si punta quindi su di un talento di soli 19 anni, 2.04 di altezza, che nell’ultimo anno ha giocato per i Colorado Buffaloes (NCAA, PAC 12 Conference), con poco più di 2 punti, 2 rimbalzi e 1 assist di media in circa 15 minuti di utilizzo per gara. L’under, che sarà il play più alto del campionato, è un giovane molto promettente, bravo nella comprensione del gioco.
Nikolic, torna in Italia per fare il titolare di una squadra che punterà alla salvezza: sente un po’ di pressione?
«Sinceramente sono un tipo che la pressione la sente pochissimo: so di essere pronto per fare il play titolare ed anzi non vedo l'ora di iniziare la stagione».
Il coach D’Arcangeli, suo mentore, ha detto che è uno dei pezzi più pregiati del vivaio stellino, e che quindi punta moltissimo su di lei: una fiducia ben riposta?
«Il coach non doveva dirmi più di tanto per convincermi, lo conosco da anni visto che sono arrivato alla Stella che avevo 13 anni. Mi ha spiegato la sua idea e io ho subito accettato».
Avete un rapporto molto stretto, vero?
«Sicuramente molto buono. Il coach crede in me ed io in lui; questo mi aiuta molto, mi spinge sempre a dare il massimo perché so che mi aiuterà ad esprimere prestazioni di alto livello».
Come mai ha deciso di abbandonare dopo un solo anno l’avventura americana?
«È stata un’esperienza da un lato molto positiva, ma anche molto negativa dall'altro. Era una scelta fatta per crescere e infatti come mi aspettavo mi ha fatto vivere molte esperienze che saranno utili nel mio futuro. Purtroppo però, non sentivo fosse il posto giusto per me per arrivare fino alla NBA, che è il mio grande obiettivo».
Un 2.04 che fa il play è cosa rara a queste latitudini: come sarà più utile in campo?
«Miglioro i miei compagni, creo tanti ‘mismatch’ in attacco perché con la mia altezza costringo le difese ad abbinarsi male, mentre dietro posso difendere su tutti senza problemi».
Ha un giocatore a cui si ispira?
«No. Ovviamente alcuni che mi piacciono, ma voglio esserne diverso e un po’ speciale».
L’asse play-pivot è portante di ogni squadra. Farà reparto con Sherrod, giocatore atletico che fa blocchi duri e tanti pick and roll: le solletica l’idea?
«Sherrod non l’ho ancora conosciuto di persona, ma ho visto i suoi video e parlato con alcuni miei ex compagni che ci hanno giocato e mi hanno detto cose molto positive. Potremo essere una coppia molto pericolosa in attacco».
Cinque retrocessioni, sarà una stagione dura: cosa si aspetta?
«Prevedo un inizio già bello tosto, che è anche cosa normale per ogni squadra nuova come la nostra, ma penso e spero anche che saremo molto pericolosi verso la fine dell'anno, penso che sorprenderemo tanta gente».
A livello personale, qual è il suo obiettivo stagionale?
«Essere uno dei migliori play del campionato».
A Roseto qualcuno ancora mugugna perché la squadra starà fino al giovedì a Roma.
«Penso non ci sia nulla di che preoccuparsi. Quel che conterà è che il gruppo inizi a lavorare carico, con tanta voglia di vincere. Dobbiamo solo aiutarci».
Come immagina il suo arrivo al PalaMaggetti?
«Non vedo l'ora di giocarci. So che non sarà facile all’inizio, siamo una squadra nuova e giovane, ma ai tifosi dico di crederci».
Marco Rapone
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