NON È IL MASSIMO MA È COMUNQUE UN PASSO AVANTI

DI ANTONIO DE LEONARDIS Se l'avesse giocata allo stesso modo anche contro il Chievo probabilmente il Pescara oggi avrebbe un punto in più in classifica. Con la Sampdoria, in effetti, i biancoazzurri...
DI ANTONIO DE LEONARDIS
Se l'avesse giocata allo stesso modo anche contro il Chievo probabilmente il Pescara oggi avrebbe un punto in più in classifica. Con la Sampdoria, in effetti, i biancoazzurri hanno giocato di squadra fino all'ultimo minuto, supplendo con carattere, compattezza e capacità di soffrire alle notevoli difficoltà che sono emerse soprattutto dopo l'espulsione di Coda quando c'era ancora mezza partita da giocare. L'episodio chiave è stato senz'altro quello capitato sul finire del primo tempo quando il maldestro intervento di Bizzarri (peraltro favorito da un falloso contrasto di Budimir non rilevato dall'arbitro) ha di fatto aperto la strada all'affannoso recupero del difensore e al conseguente cartellino rosso che ha costretto la squadra a giocarsi in dieci l'intera ripresa.
Fino a quel momento, del resto, si era visto un bel Pescara, capace di rispondere colpo su colpo alle iniziative della Sampdoria, quasi tutte ispirate da un eccellente Torreira, decisamente il migliore in campo per qualità e capacità tattica. Già lo svantaggio, propiziato da una sfortunata deviazione di Campagnaro, poteva essere una pesante mazzata e invece i biancoazzurri hanno reagito col piglio giusto mettendo alle corde in più di un'occasione gli avversari che hanno evitato il peggio soprattutto per le prodezze di Viviano sulle insidiose conclusioni di Benali e Caprari.
La rete del difensore argentino aveva rimesso in fretta le cose a posto, indirizzando la gara su un piano di sostanziale equilibrio, con tutte e due le squadre in grado di offrire il meglio delle loro possibilità sul piano tecnico. Dopo il riposo è stata tutta un'altra partita con la Samp capace di chiudere il Pescara nella propria metà campo, sfruttando al meglio la superiorità numerica e il notevole tasso tecnico, arricchito strada facendo dagli innesti di giocatori di notevole spessore come Fernandes, Muriel e Praet mentre Oddo, dall'altra parte, perdeva pure Bahebeck, ovvero l'unico efficace terminale offensivo che, non a caso, aveva propiziato il rigore del possibile vantaggio.
E probabilmente avremmo visto la stessa gara fino in fondo anche se Caprari avesse fatto centro dal dischetto portando in vantaggio i biancoazzurri. In sostanza, una ripresa, di notevole sofferenza che, viste le circostanze, ha comunque messo in risalto la capacità di soffrire e di lottare della squadra pescarese.
E vista così è stato comunque un passo avanti e non soltanto per il punto in più in classifica. Quanto al rigore fallito, del tutto fuori luogo colpevolizzare oltre misura Caprari: senza citare Francesco De Gregori, basta ricordare che dal dischetto l'Italia in passato ha perso mondiali ed europei con grandi campioni come Roberto Baggio, Franco Baresi e Roberto Donadoni, oltre che col modesto ma milionario di Cina Graziano Pellè…
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