Non basta Fiorillo, il Pescara affonda

Squadra senz’anima e priva di gioco: a Trapani primo ko dell’era Sottil Difficile evitare i play out, ma c’è anche il rischio di finire in C direttamente
Inconsistente e fragile. È un Pescara senza personalità quello che fallisce un altro esame e al crocevia del Provinciale imbocca la strada che porta ai play out. Arriva la prima sconfitta della gestione Sottil dopo tre pareggi di fila. E se nella partita più importante della stagione il portiere Fiorillo è il migliore in campo vuol dire che i problemi sono enormi e c’è davvero da aver paura in vista di un finale di stagione thrilling. Un Pescara senz’anima e senza gioco al contrario del Trapani che seppur con un piede e mezzo in serie C combatte con il coltello tra i denti, ha un’organizzazione di gioco a cui aggrapparsi e, soprattutto, ha carattere da vendere. Non molla mai, com’è nello stile del suo allenatore, Fabrizio Castori. Il Delfino, invece, non ha la forza per imporsi. Gioca un buon avvio di gara, sfiora la rete con Bocic, al 9’, sul quale è bravo Carnesecchi. Ma cade subito. Al 13’ è Gregorio Luperini, al quarto gol in campionato, a sbloccare il risultato di testa su cross dalla sinistra di Colpani. Un film già visto dal momento che il Pescara incassa gol per la quindicesima partita di fila. E questa volta non ha le energie e la lucidità per rimontare. Anzi, è il Trapani che legittima il vantaggio con alcune occasioni da rete. Al 23’ inizia la serata super di Vincenzo Fiorillo che respinge sul diagonale di Dalmonte. Al 27’ è sontuoso nel deviare il pallone - poi spazzato da Maniero - sul colpo di testa del difensore Buongiorno che colpisce da solo in area sugli sviluppi di un angolo. Il Pescara si segnala per i tanti errori in mezzo al campo dove si avverte la mancanza di un giocatore in grado di ordine e qualità alla manovra. Uno come Palmiero (in panchina) tanto per intenderci. E comunque la squadra sembra avere poco equilibrio dovendo sostenere, nel 3-4-2-1 di Sottil, tre giocatori d’attacco quali Clemenza e Bocic con Maniero centravanti. Il quale non va oltre la buona volontà. Al 47’ ancora Fiorillo protagonista su Pettinari. All’intervallo Andrea Sottil cambia Crecco per Masciangelo. Il Pescara riparte con un piglio migliore, ma il gol è una chimera. Ha difficoltà ad andare al tiro. Servirebbe qualche episodio, magari un calcio da fermo da sfruttare. Ma è il Trapani che sfiora il raddoppio al 13’ quando ancora Luperini calcia al volo e super Fiorillo salva con una mano protesa. Entrano prima Pucciarelli e poi Melegoni; Sottil passa alla difesa a quattro. È battaglia su tutti i palloni. Il Trapani regge l’urto, anche se dagli altri campi non arrivano risultati che possono confortare le sue speranze di salvezza. Il Pescara porta palla fino alla trequarti avversaria, ma poi viene rimpallato. Ci mette l’anima, ma non ha forza penetrativa. È un film già visto da quando a giugno è ripreso il campionato di serie B. Appena una vittoria in otto gare, quella iniziale contro la Juve Stabia. Poi una serie di recriminazioni e rimpianti. Finale garibaldino dei biancazzurri al Provinciale senza pubblico, la palla del pareggio è sui piedi di Borrelli, ma la sua conclusione viene respinta da Carnesecchi in pieno recupero. Pescara quint’ultimo in graduatoria e in ginocchio laddove nel 2016 aveva festeggiato l’ultima promozione in serie A. Adesso la salvezza è lontana: tre punti di distacco da Perugia e Cremonese a due gare dalla fine della regular season con gli scontri diretti a sfavore. Quindi, è come se fossero quattro. Lo spettro dei play out, ma anche l’incubo della retrocessione diretta visto che il Cosenza, terz’ultimo, è appena a due lunghezze anche se i silani sono penalizzati dagli scontri diretti a sfavore. Il calendario propone agli uomini di Sottil la sfida casalinga, lunedì, contro il Livorno già retrocesso e poi la trasferta di Verona sul campo del Chievo ancora in corsa per i play off. Orizzonte cupo, ma questo è il momento di salvare il salvabile di una stagione negativa. Certo, se i presupposti sono quelli visti ieri sera c’è poco da essere fiduciosi.
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