NON CHIAMATELA FAVOLA CITTADELLA

C’era una volta, neanche troppo tempo fa, a Cittadella, Claudio Foscarini. Lo chiamavano il Ferguson italiano perché, assoluta anomalia nel panorama del nostro calcio, era stato capace di resistere...
C’era una volta, neanche troppo tempo fa, a Cittadella, Claudio Foscarini. Lo chiamavano il Ferguson italiano perché, assoluta anomalia nel panorama del nostro calcio, era stato capace di resistere su quella stessa panchina dieci anni (oltre a tre di settore giovanile). Glielo chiesero a Foscarini, cosa lo trattenesse in quella piccola città a trenta chilometri da Padova, cosa lo convincesse ad “accontentarsi” di quella pacifica normalità senza mai voler guardare e spingersi oltre. «Qui si può fare calcio come piace a me», rispose. Il calcio di una società robustissima (la famiglia Gabrielli, leader nel campo della produzione e nella lavorazione dell’acciaio), di un direttore sportivo che, pure lui, sta lì da una vita, tanto bravo quanto lontano dalla ribalta, Stefano Marchetti, di una piazza che magari non ti infiamma ma neanche ti stressa.
Anche quella storia però è finita, nel 2015, quando la squadra veneta è retrocessa dalla B. Foscarini nel frattempo ha cambiato già tre società, Pro Vercelli, Livorno ed Avellino, e il Cittadella ha deciso di affidarsi a Roberto Venturato, veneto nato in Australia, una modesta carriera da centrocampista di C e, da allenatore, due campionati di serie D vinti con Pizzighettone e Pergolettese. Poi le esperienze da vice di Emiliano Mondonico e di Ivo Iaconi alla Cremonese. Ebbene, nell’estate di tre anni fa, Venturato prende i granata e li riporta subito in B. L’anno dopo li qualifica ai preliminari play off e lo scorso campionato li migliora ancora spingendoli fino alle semifinali (ritrovandosi, tra l’altro, a gennaio, senza il suo migliore uomo gol, Litteri, ceduto al Venezia).
Quest’estate gli hanno ancora smontato la squadra. Via Alfonso, Varnier, Salvi, Bartolomei, Chiaretti, Kouamè e Vido (che è andato a fare il capocannoniere a Perugia). Insomma tutti i pezzi migliori, ma figuriamoci se Venturato ha fatto una piega: due vittorie in Coppa Italia e altrettanti successi in campionato, otto gol fatti e zero subiti. Nessuno come lui. Giocatori nuovi ma stessa sostanza, in campo e tutt’intorno e il meccanismo funziona. Ma non chiamatela favola perché il Citta ormai è una realtà di questo campionato. C’era una volta e c’è ancora.
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