“Nonno” Aldegani: «A Bari un Pescara gagliardo»

30 Ottobre 2014

Il 38enne portiere all’esordio stagionale, primo gol per Memushaj: questo è un punto che fa morale

BARI. Quella di Bari doveva essere la partita dell’ultimatum. Per la squadra, reduce da due sconfitte consecutive. E per Baroni, finito nel mirino dei tifosi. Il pareggio del San Nicola non ha riconciliato col bel gioco, ma ha fornito segnali importanti sul piano volitivo di una formazione ampiamente rivoluzionata nello scacchiere iniziale. Alle modifiche del tecnico del Pescara all’undici titolare, vedi gli esordi dal primo minuto per Selasi e Sowe, si è aggiunto l’imprevisto debutto in corso d’opera del portiere Gabriele Aldegani. Il battesimo stagionale al minuto 28 del primo tempo, causa infortunio di Fiorillo, già sostituto del numero uno Aresti squalificato dopo l’espulsione col Carpi e uscito anzitempo per uno scontro di gioco con un compagno di squadra. Quella del portierone veneziano è stata una prova all’altezza, di grande valore agonistico come ha sottolineato ieri anche mister Baroni: «Sono contento dei complimenti del mister», dice Aldegani, «e credo di aver ripagato il mio allenatore cercando di farmi trovare preparato all’imprevista occorrenza. Se le mie parate sono servite per portare a casa un buon risultato, lo devo anche ai miei compagni di reparto e a tutta la squadra che ha difeso con i denti il vantaggio quasi sino al termine della partita». In mente ritornano ancora gli interventi che hanno salvato la porta biancazzurra dal prevedibile assedio del Bari. «La fortuna aiuta gli audaci», continua Aldegani, «e credo che il Pescara se la sia meritata legittimando il risultato positivo con un atteggiamento gagliardo, improntato al sacrificio e all’abnegazione. Abbiamo stretto i denti sino al gol di De Luca, un episodio sfavorevole dopo la crescente pressione di un Bari che non ci stava a perdere».

Primo gol stagionale in tre gettoni per Ledian Memushaj, che spiega le ragioni dell’eccessiva e atipica esultanza (braccia incorciate sul petto a simulare uno sbattito d’ali): «Non è stato un affronto nei confronti dei tifosi di casa», spiega Memushaj, «ma l’eccessiva gioia per il gol che ha sbloccato la partita a nostro favore. Del Pescara mi sono piaciute tanto la caparbietà e la compattezza del gruppo, unito a soffrire e a difendere il risulato sino in fondo». «È un punto che fa morale», conclude il centrocampista albanese, «e che premia l’atteggiamento della squadra basato sulla resistenza». (p.p.)