Nuovo record stagionale di presenze
In 9.060 allo stadio, tanti sfottò tra le due tifoserie ma il servizio d’ordine funziona
PESCARA. Il derby che t'aspetti, animato alla vigilia, combattuto in campo, caldo sugli spalti fin ben oltre il 90°. Peccato per il risultato che, visto da Pescara, davvero non entusiasma. Ma probabilmente è il più onesto. Non fosse stato per l'inflazione di siti (presunti) meteo, che alimentando l'attesa di nubifragi da tregenda hanno tenuto a casa almeno un migliaio di pescaresi (5.397 paganti) si sarebbe andati ben oltre le 9.060 presenze totali (compresi i 2.000 ascolani 2.000), che sono comunque record stagionale (precedente col Lecce, 8.782). Una piccola ma concreta consolazione almeno per il cassiere, visto il perdurare della striscia positiva dei bianconeri nella pineta Dannunziana. Pure su questo fronte il sorriso è rimasto dunque a mezza bocca. Peccato, ma è stata lo stesso una gran festa. Peggio per chi non c'era, verrebbe da dire, perché quella vissuta all'Adriatico Cornacchia è stata una giornata degna della tradizionale rivalità tra biancazzurri e bianconeri. La mini invasione marchigiana ha regalato un colpo d'occhio della Sud degno della serie A, uno spettacolo di tifo e colore che da tempo non si vedeva.
Un sfoggio di passione cui la Nord ha risposto da par suo, sul piano del colore e ancor di più su quello del calore, pur se con coda amara, visto il risultato. Fasi topiche, il rigore e i due gol, tra esplosione di entusiasmo e successivi momenti di amarezza da un lato e l'altro. E la corsa inarrestabile di Brugman verso la tribuna tribuna Majella e la dedica ai parenti e all'indimenticabile Vincenzo Zucchini, uscito per sempre dal campo 5 anni fa, ma più presente che mai in queste occasioni nel cuore oltre che nelle parole e negli slogan del tifo. Tra cori, striscioni, anche autocelebrativi (quello dei Rangers), inevitabili sfottò e soliti rumorosi botti sulla pista (pochi, per fortuna ma comunque inaccettabili), la partita sugli spalti è andata avanti in clima di forte, sentito ma “regolare” antagonismo. Anche sul piano dell'ordine pubblico, grazie a uno schieramento di forze dell'ordine (circa 500 uomini) quasi da stato di emergenza intorno allo stadio e sulle rotte di avvicinamento e sgancio delle falangi del tifo ascolano.
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