Oddo: abbiamo risvegliato l’entusiasmo della città

31 Gennaio 2016

Il tecnico spiega l’esclusione di Fiamozzi e si gode le sette vittorie consecutive. «Siamo riusciti a riportare tanta gente allo stadio, ora non bisogna deluderla»

PESCARA. Un altro passo verso la A, un altro piccolo capolavoro del suo tecnico, che in avvio inventa la soluzione Fornasier terzino, poi gioca il solito jolly Mitrita e, nonostante un ottimo Bari, alla fine il Settebello è servito. Pescara Bari 3-1: un risultato tutt'altro che scontato. Il dopogara, vista la sconfitta del Crotone, diventa quasi l'apoteosi di Oddo, che naturalmente cerca di frenare gli entusiasmi. «Io ho sempre detto che noi dobbiamo innanzitutto guardare a noi stessi, stare sempre sul pezzo, concentrati, con i piedi saldamente a terra. Sappiamo che non possiamo vincerle tutte, ma neanche loro (Cagliari e Crotone) credo si illudano di riuscirci. Volevamo riaccendere entusiasmo in città e mi pare che si stia vedendo qualcosa di importante», sottolinea Oddo, «quindi adesso abbiamo innanzitutto il compito di non deludere i nostri tifosi. Poi faremo i conti e vedremo dove siamo arrivati».

Ovvio che l'obiettivo è la “scorciatoia” per la serie A, ma intanto guai a volare troppo alto. «La gara non è stata affatto semplice, perché avevamo di fronte una squadra forte ed esperta, che come aveva detto alla vigilia Andrea (Camplone, ndc) non è venuta a chiudersi. Ma siamo stati bravi a costringerli almeno ad arretrare, perché questa è la nostra forza, la crescita che abbiamo fatto è che abbiamo acquisito la capacità di mettere la partita come vogliamo».

Caratteristica da grande squadra, con giocatori di levatura superiore. Come Lapadula e Caprari: già pronti per la serie A? «Non solo loro, ve lo garantisco», replica pronto e convinto il tecnico. Magari pensa anche a Verre, che però è stato sostituito. Non sembrava stesse demeritando. «Non l'ho cambiato per questo, ma avendo deciso di modificare l'assetto con un 4-2-3-1 avevo bisogno di un certo tipo di giocatori in mezzo al campo e certamente Memushaj e Torreira sono più adatti a quel tipo di lavoro». Ragionamento diverso però ha fatto prima nella scelta del difensore esterno destro puntando su Fornasier che sulla fascia non ha precedenti. Intanto, perché non si è fidato Fiamozzi? «Ho fatto il calciatore, so cosa si può provare in certe situazioni. Fiamozzi ha passato momenti d'inferno nel recente passato (chiamato in causa su vicende di illeciti e poi società retrocessa e fallita, ndc) se la stramerita la serie A. Ci ha dato tantissimo in questi mesi, ma oggi non potevo rischiarlo».

Oddo smentisce quindi le voci secondo cui sarebbe stato il Genoa (sentito il giocatore stesso) a chiedere di non rischiarlo. E perché Fornasier? «Non ho voluto mettere in difficoltà un ragazzo di 18 anni. La logica diceva Vitturini, che sarebbe stato nel suo ruolo, ma il giovanotto è appena tornato nel gruppo, e sapendo che veniva da oltre un anno quasi senza giocare, non ho voluto creargli difficoltà. Tanto avrà occasioni per farsi vedere. E Fornasier non ha mica fatto male, anzi si è mosso con disinvoltura. Certo nulla a che fare con uno come Oddo....», conclude con un sorriso il tecnico.

Detto che non è in ansia per Campagnaro (“Dolorini, credo non sia nulla di serio. Lo sappiamo che quando si arriva a una certa età i dolori non passano mai, al massimo si spostano...”), Oddo conclude con un inevitabile punto sul mercato. Sul rischio di perdere qualche pezzo pregiato nelle ultime ore. «Voci se ne sentono tante ma non ci facciamo caso, la società sa di cosa abbiamo bisogno quanto a possibili uscite; il presidente ha detto che i migliori, a cominciare da Lapadula, non si muoveranno. E noi abbiamo messo bene in vista queste rassicurazioni».

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