Oddo applaude Aresti e Campagnaro: che bravi!

24 Dicembre 2015

Il tecnico biancazzurro corre ad abbracciare il portiere a fine gara: «Questa squadra è maturata, stringe i denti e difende la vittoria con il sangue»

PESCARA. Una corsa degna di un centometrista. Occhi sbarrati, urla di gioia e poi quell’abbraccio lungo una decina di secondi. Massimo Oddo a fine partita ha voluto festeggiare la vittoria abbracciando il suo portiere, Simone Aresti. «Gli ho fatto i complimenti. Simone è stato un grande», le prime parole del tecnico del Pescara. «Non è facile per un dodicesimo fare una partita del genere. Bravo».

Già, perché Oddo ha avuto paura al 92’ quando il suo portiere ha sventato il pareggio del Modena.Non entusiasma, ma vince. E va bene così. Il Pescara non è stato il solito, stavolta gli esteti avranno da ridire ma è pur vero che il Delfino ha centrato la terza vittoria consecutiva, è al quinto posto in classifica, in piena zona play off a sette punti dalla vetta. «Quando incontri una squadra che si chiude e fa lanci lunghi è normale che ti abbassi come è capitato a noi. Sapevo bene che il Modena poteva giocare così. Dopo l’1-0 hanno iniziato a fare lanci lunghi, ed è normale che ti abbassi un po’. Tuttavia, dobbiamo saper fare anche questo tipo di calcio».

Pratico e con pochi fronzoli, a Massimo Oddo piace anche così. «Sono contento perché questa squadra è maturata, sa soffrire, è attaccata al risultato fino alla fine e difende con il sangue la vittoria. Sono contentissimo».

L’ex terzino del Milan risponde per le rime a chi gli contesta meno brillantezza. «Il loro gol nel primo tempo era regolare, per carità, ma noi abbiamo corso solo due pericoli sulla loro traversa e sulla parata di Aresti alla fine. Abbiamo giocato almeno 70’ nella loro metà campo. A me piace giocare a calcio, ad altre squadre no. Abbiamo difeso bene e sono felice per la prestazione della mia squadra».

E, oltre ad Aresti, spende parole importanti per Hugo Campagnaro. «Hugo è un giocatore essenziale. A fine partita ho visto che si toccava la coscia e ho avuto paura. Solo crampi, per fortuna». Altro dato confortante, oltre ad aver superato abbondantemente il bottino accumulato da Baroni nella passata stagione alla fine del girone d’andata (28 punti), ha acciuffato il record i Pasquale Marino nel 2013, quando, al giro di boa, aveva gli stessi punti che ha il Delfino guidato dall’ammiraglio Oddo, ma con una gara in meno. Una vittoria a Latina, domenica, potrebbe addirittura far schizzare il Pescara a quota 37. Un bottino importante, molto importante per una squadra che un paio di settimane era alle soglie di una pericolosa crisi di risultati. «Abbiamo superato quota 30 punti. Quello era il minimo indispensabile da fare. Stiamo facendo un grande campionato, nonostante la squadra sia totalmente nuova e giovane».

Ora testa a Latina con un centrocampo da inventare, viste le assenze di Mandragora e Torreira per infortunio, oltre allo squalificato Bruno. E su quest’ultimo l’allenatore è abbastanza amareggiato. «Ha preso il giallo e domenica sarà dura senza di lui».

Gennaio è alle porte e il calciomercato comincia ad avvicinarsi. Gianluca Lapadula e Gianluca Caprari sono i pezzi da 90 di questa squadra e fanno gola a molti club di serie A. «Non andranno via», taglia corto Oddo. «Sono convinto che da qui non si muoverà nessuno». E sui possibili acquisti è chiaro: «Io non ho chiesto nessuno. Piccolo? No, sarebbe di cattivo gusto cercare giocatori sotto contratto con altre squadre. Piccolo è un giocatore fortissimo, per carità, che ogni allenatore vorrebbe. Ma è del Lanciano ed io non ho chiesto nulla alla società». Niente regali da Babbo Natale. In pubblico no, ma nella stanza dei bottoni la letterina è già arrivata.

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