Oddo: avanti, andiamo a vincere

La carica del tecnico che da calciatore ha vinto tutte le finali: «Siamo superiori, dimostriamolo»
PESCARA. L’atteggiamento resta spavaldo, nonostante la posta in palio sia altissima. Alla vigilia della gara più importante dell’anno Massimo Oddo non mostra alcun segno di cedimento. Il Pescara è costretto a vincere, ma l’ottimismo è immutato. «Nella gara di andata», ha spiegato l’allenatore biancazzurro, «abbiamo dimostrato di essere superiori. Meritavano la vittoria, ma purtroppo non siamo riusciti a concretizzare le occasioni». Tuttavia, il Bologna ha due risultati su tre a disposizione per conquistare la promozione in serie A. «Le finali non si giocano per ottenere un pareggio. Sono gare in cui bisogna puntare alla vittoria». Se lo dice lui che in carriera le ha vinte tutte, non si può dubitare sull’attendibilità. Il condottiero non è per nulla turbato. Non fa una piega nemmeno quando spunta fuori il discorso relativo a Birkir Bjarnason. «La sua assenza non mi preoccupa affatto. Vi posso assicurare che Birkir non avrebbe giocato dal primo minuto. L’ho visto provato nel match di andata, perciò avevo già deciso di lasciarlo fuori dall’undici titolare».
Verità o bugia? Non importa, l’essenziale è che ancora una volta tutti gli interpreti si sentano partecipi di una cavalcata entusiasmante. Dalla ricca panchina Oddo potrà pescare un valido sostituto e non sarà un problema presentarsi all’appuntamento con la storia senza il vice capocannoniere del Pescara, l’uomo che nel 2015 è stato determinante segnando 11 reti.
Dopo la partita di andata, nonostante il risultato poco lusinghiero, la sensazione è che la consapevolezza della propria forza sia cresciuta. Secondo il tecnico il tema tattico resterà invariato. «Mi aspetto un avversario guardingo, pronto a sfruttare le ripartenze. Se riuscissimo ad attuare una fase offensiva restando compatti e tenendo il pallone distante dalla nostra area di rigore, saremmo già a metà dell’opera. Poi, se dovessimo essere concreti in avanti, credo che il Bologna non avrebbe scampo. Se Rossi ha optato per una strategia di attesa vuol dire che è l’unica cosa che il Bologna sa fare in questo momento. Negli ultimi giorni ho dormito bene. Sono sereno e lo stesso vale per i ragazzi». Anche il sistema di gioco dovrebbe essere uguale a quello utilizzato in gara 1. Con il 4-2-3-1 i biancazzurri proveranno a bucare la retroguardia rossoblù. Dunque, almeno inizialmente, si profila una nuova panchina per Marco Sansovini, mentre il punto di riferimento offensivo sarà Federico Melchiorri. «Giocare con una o due punte non fa differenza. Il modulo è un accessorio, l’importante sarà sbagliare meno degli altri».
Giovanni Tontodonati
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