Oddo cambia ancora, il Pescara non reagisce e cade anche a Lecce

Quinta sconfitta di fila per i biancazzurri che non danno mai l’impressione di poter strappare un risultato positivo
Cambiano uomini e modulo di gioco, ma non il risultato. Un’altra sconfitta, la quinta di fila in campionato, per il Pescara che torna con le pive nel sacco anche da Lecce. Encefalogramma piatto, non c’è reazione sostanziale. Va in scena un film già visto: è evidente la mancanza di qualità nel gioco. Nemmeno le scelte drastiche - tra giocatori lasciati a casa e quelli scelti per la panchina - di Massimo Oddo producono un’inversione di tendenza. Sette volti nuovi nell’undici iniziale al Via del Mare, rispetto all’ultima esibizione; un modulo nuovo, il 3-4-1-2 dopo averne già sperimentati altri rispetto al 4-3-2-1 di base. Ma anche nel posticipo della sesta giornata arrivano una sconfitta e, soprattutto, la sensazione di fragilità diffusa. Un Pescara in stato confusionale sulla falsariga di quello visto all’opera nelle ultime settimane. Un ruolino di marcia che chiama in causa le responsabilità di Massimo Oddo, le sue scelte che determinano disorientamento in una squadra di per sè non dotata di grandi qualità tecniche e comunque assuefatta alla sconfitta. Con una spaventosa linea di continuità con l’ultima parte della passata stagione.
E così non resta che aggiornare le statistiche: sei sconfitte consecutive, compresa quella di coppa a Parma, una difesa che non regala certezze se non quella di prendere gol. In sei gare di campionato appena tre reti, tutte realizzate da Maistro. Anche a Lecce il Pescara non dà mai la sensazione di poter fare gol, lo trova con un’azione personale dell’ex Salernitana che conferma di essere l’unica nota lieta di questo avvio di stagione disastroso. Ma, mai durante la gara, dimostra intensità e incisività della manovra.
È un lontano ricordo quel primo tempo incoraggiante della prima giornata di campionato, contro il Chievo. Poi, solo problemi, anche sul piano della costruzione del gioco perché nel frattempo, a suon di passi falsi, subentrano sfiducia e atteggiamenti passivi che non agevolano il cambio di rotta. A Lecce il primo tempo è di chiara marca giallorossa. I salentini sfiorano il vantaggio al 6’ con Coda fermato da Fiorillo e poi, al 13’, lo trovano con Stepinski, sfruttando una mischia in area sugli sviluppi di un angolo. Il Lecce chiede due rigori: al 25’ per un contatto Guth-Adjapong in area e al 43’ per una deviazione con la mano di Balzano su conclusione di Mancosu che è l’anima dei giallorossi. Legno di Mancosu sulla ribattuta di Fiorillo a una conclusione di Adjapong. All’intervallo possesso palla a favore del Pescara che però - statistiche alla mano - non tira mai in porta, al contrario del Lecce che monetizza la sua superiorità. Il Pescara ancora in partita nonostante combini poco o nulla.
Nella ripresa appena il tempo di segnalare una timida iniziativa di Ceter in attacco che il Lecce raddoppia, al 5’, grazie a un’intuizione di Mancosu che serve Coda davanti alla porta per la rete del 2-0. A questo punto la partita sembra chiusa. Ma, al 22’, un errore di Coda dà il via libera a un’azione personale del solito Fabio Maistro che dal limite s’inventa un gol di destro a giro, indovinando l’angolino più lontano. Una sorta di lampo nel buio: i biancazzurri prendono fiducia, ci provano con i pochi mezzi a disposizione. Al 25’ Vokic, appena entrato, chiama Gabriel a una difficile deviazione. Ma è solo un’illusione, perché il Pescara è fragile e l’errore è sempre dietro l’angolo. Poco prima della mezzora ecco lo sbadato Fernandes sbagliare un lancio che permette a Stepinski di involarsi in contropiede verso Fiorillo e di batterlo per il 3-1 che acuisce il momento negativo biancazzurro. Successo meritato dei salentini, il primo in casa.
Oddo in discussione, è inevitabile: il suo Pescara non dà segnali di reazione dopo aver imboccato il tunnel della crisi. Cambia in continuazione e non riesce a individuare un gruppo che gli dia affidamento. Sebastiani sembra propenso a dare un’altra chance al tecnico, ma ormai non c’è più tempo da perdere e domenica contro il Cittadella in ballo non ci sarà solo la panchina di Oddo, ma anche un pezzo della stagione del Pescara.
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