Oddo ci riprova col Napoli

L’allenatore dell’Udinese l’anno scorso alla guida del Pescara fermò Sarri
UDINESE . Il 21 agosto del 2016, alla guida del Pescara, Massimo Oddo debuttò in serie A fermando il Napoli. All’Adriatico, i biancazzurri si erano addirittura portati in vantaggio di due reti, poi gli ospiti riuscirono a riequilibrare l’incontro che terminò 2-2. E stasera il 41enne tecnico pescarese esordirà sulla panchina dell’Udinese provando a frenare di nuovo la corsa dei campani di Maurizio Sarri che si presentano in Friuli per riprendersi il primo posto. Ai suoi ragazzi in questi giorni Oddo ha chiesto solo “il coraggio di giocare contro una squadra forte senza porsi troppi problemi”. «Essere coraggiosi non è indirettamente proporzionale ad avere equilibrio. Anzi», ha proseguito, «per coraggio si intende anche non lasciare spazi in avanti quando la palla ce l'hai tu. Essere aggressivi. Limitare le caratteristiche principali dell'avversario, facendo una partita attenta e con equilibrio. Serve con tutti, in particolare con una squadra forte». E il Napoli lo è senza ombra di dubbio: «La prima in campionato, una tra le prime 4-5 che esprime il miglior calcio in Europa», ha tessuto le lodi della formazione di Sarri. Senza per questo dimenticare che «qualche errore individuale lo può fare. Ogni squadra ha qualche piccolo punto debole, ma va sfruttato». Oddo ha cominciato a conoscere i giocatori, «L'unico obiettivo iniziale: dare in campo tutto quello che hanno». Nessuna indicazione sul modulo e sulle scelte. «Se possiamo tenere un piccolo vantaggio nel giocare contro una squadra forte ce lo teniamo. Comunque, non è semplice assorbire le direttive di un nuovo allenatore, saranno poche ma chiare».
Qui Napoli. Sarri si affida al trio delle meraviglie, Insigne, Callejon e Mertens, il capocannoniere della squadra che con alcune dichiarazioni fatte al portale belga Het Laatste Nieuws ha messo un pò in fibrillazione l'ambiente azzurro. Mertens, pur ribadendo di trovarsi benissimo a Napoli e di non avere al momento alcuna intenzione di concludere la sua esperienza, ha però per la prima volta anche parlato apertamente della possibilità di trasferirsi altrove. «Nel mio contratto» ha spiegato l'attaccante, «c'è una clausola rescissoria di 28 milioni. L'anno scorso ebbi un'offerta dalla Cina che mi avrebbe fatto guadagnare cifre incredibili ma il Napoli non volle lasciarmi andare, né io volevo partire. Non so se ci sarà questa possibilità anche in futuro. Ecco perché ho scelto di inserire nel mio contratto la clausola rescissoria. Per un club cinese 28 milioni non sarebbero tantissimi e per il Napoli sarebbe un'ottima cifra. Tutto ciò fino al passaggio di Neymar al PSG, ora 28 milioni sono pochissimi, sono diventato un affare. Quale giocatore che segna 28 gol in Serie A lo trovi per 28 milioni? Nessuno, giusto?». Mertens ha anche confermato che in passato c'è stato nei suoi confronti un interesse da parte del Barcellona. «Ma lì sarei stato una riserva. Certo se avessi saputo che Neymar sarebbe andato via... Ho firmato il rinnovo e poi Neymar è andato al PSG, trasferimento che ha fatto alzare i prezzi. Il Barcellona ha pagato 100 milioni per calciatori che poco tempo prima valevano la metà. A volte mi chiedo come sarebbe se fossi al Barcellona, chissà cosa sarebbe accaduto, se guardi chi ha giocato a sinistra negli ultimi mesi, forse avrei potuto farlo io».

