Oddo: «Il Delfino deve fare di più, serve continuità»

L’allenatore è il doppio ex della sfida di domani contro il Modena: «Il gioco finora è stato deludente»
PESCARA. Parola al doppio ex. Negli anni Novanta Franco Oddo ha allenato prima il Modena e poi il Pescara, le due squadre che domani sera si affrontano nel big match dell'Adriatico. Oddo lascia subito intendere di non essere entusiasta del Delfino, eppure la squadra avrebbe i mezzi per fare il salto di qualità.
Franco Oddo, biancazzurri quarti in classifica. Come giudica il cammino?
«Devo essere sincero, il Pescara finora non mi è piaciuto. Il gioco è stato abbastanza deludente, il possesso del pallone e il ritmo non mi hanno convinto. Credo che si possa fare molto di più».
Pensa che l'organico sia all'altezza delle prime posizioni?
«Assolutamente. Con una rosa del genere bisognerebbe dominare in ogni partita, invece il Delfino fino a questo momento ci è riuscito solo a tratti. Manca la continuità».
Sono 5 i punti di distacco dalla capolista Reggiana. E' possibile colmare il gap?
«Certamente. Al di là delle criticità mostrate nelle gare disputate nelle ultime settimane, compresa quella vinta in modo sofferto con la Fermana, la classifica resta accettabile e ci sono i presupposti per avvicinarsi alla vetta. Nello scontro diretto la Reggiana ha mostrato una coesione e una compattezza maggiori rispetto al Pescara. Aveva le idee più chiare, ma non è superiore dal punto di vista tecnico. Per me la rosa del Delfino è attrezzata per vincere il campionato. Ad esempio le punte, De Marchi, Ferrari e Rauti sono molto forti. Poi c'è Galano. Doveva essere ceduto, ma è rimasto e va rivitalizzato perché è superiore agli altri».
Il 3-4-3 è il sistema di gioco giusto?
«Il modulo non è fondamentale, sono i concetti di gioco che fanno la differenza. Le idee che l'allenatore persegue e riesce a trasferire ai giocatori. Il fulcro di tutto è la palla, dove c'è lei bisogna creare densità e cercare di portare la superiorità numerica. Questo è l'aspetto principale da cui bisogna partire per insegnare ai calciatori i movimenti, le posizioni, le coperture preventive e via discorrendo».
Quindi, secondo lei Gaetano Auteri non avrebbe bisogno di un incontrista per rendere più solido il centrocampo?
«Pompetti, Memushaj o Diambo possono tranquillamente giocare insieme, ma devono essere aiutati dai compagni. Se la squadra riesce ad essere corta e compatta gli incontristi non sono indispensabili. Piuttosto, sarebbe necessaria una circolazione del pallone più rapida, la sfera deve correre velocemente. E se c'è la possibilità di attaccare subito e fare male agli avversari, bisogna farlo subito con le verticalizzazioni. Sotto questo profilo, il Pescara deve essere più continuo. Certo, la squadra è stata rifondata e all'inizio possono esserci difficoltà, però ora bisogna accelerare il processo di crescita».
Pescara-Modena, chi perde è fuori dalla lotta al primo posto?
«No, è presto per le sentenze. Il Modena è un'ottima squadra e vincere aumenterebbe l'autostima e la convinzione dei biancazzurri, ma non è una sfida decisiva».
Giovanni Tontodonati
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