Oddo: mercato da 9,5 ora il Pescara è completo

3 Febbraio 2016

«Il mio futuro? L’importante è che ci sia la possibilità di fare bene»

PESCARA. Mercato, presente e futuro. Tre argomenti caldi, specie quello inerente il futuro di Massimo Oddo. Il Pescara ha chiuso il mercato con sei acquisti e altrettante cessioni, senza calcolare i fuori lista Pesoli e Grillo e la rescissione di Bunoza. Il tecnico torna a caccia della serie A senza la trappola del calciomercato. «Un voto al mercato? Direi un bel 10, anzi 9,5 perché quel mezzo punto voglio tenermelo per fine anno…», ovviamente il riferimento all’eventuale promozione. «Abbiamo messo a posto tutte le esigenze che avevamo. L’unica sorpresa è legata a Pasquato. Un ritorno che mi rende felice, anche se adesso in attacco siamo parecchi».

E Pasquato sarebbe il quinto attaccante in rosa.

«I nuovi non arrivano come titolari, dovranno far parlare il campo. Pasquato è un giocatore capace di fare più ruoli, ma dipenderà sempre da lui».

Domizzi, Maietta, Spolli, Andelkovic, Magnusson. Alla fine, però, in difesa, è arrivato Andrea Coda.

«Abbiamo temporeggiato perché volevamo prenderlo e non perché volevamo altri giocatori. L'abbiamo contattato ancor prima dell'inizio del mercato, forse due mesi prima, ma non voleva scendere di categoria. Poi la situazione è cambiata e siamo stati bravi a prenderlo. Domizzi era ottimo, ma avevamo delle perplessità su alcuni aspetti; su Coda, invece, si può costruire qualcosa per il futuro visto che ha 30 anni».

Più giovane di Domizzi, ma con infortuni alle spalle.

«Ho avuto rassicurazioni, lui è un bravo ragazzo come Mazzotta e Pasquato e questo è importante per gli equilibri di spogliatoio. Tutti e tre sanno di essere arrivati in un gruppo forte in cui dovranno meritarsi il posto. È vero, Coda ha giocato poco, ma io avevo bisogno di un quarto che si mettesse a disposizione del gruppo. È arrivato. Se Coda sta bene è un giocatore di spessore per la categoria», e continua. «Se avessi avuto bisogno di un titolare, certo non avrei preso Coda. Io avevo bisogno di un quarto di numero, di un giocatore di esperienza, perché ho totale fiducia in Zuparic e Fornasier, senza dimenticare Campagnaro, che purtroppo dovrà stare fuori per 3-4 settimane. Ora ho quattro giocatori affidabili, due anche fisicamente, gli altri due possono avere qualche piccolo problema, ma mi sento sicuro».

L’unica plusvalenza è arrivata dalla cessione di Fiamozzi al Genoa.

«Nel momento in cui è arrivata questa possibilità mi sono messo nella sua testa, visto che sono stato anche io calciatore. La A in un grande club è difficile da rifiutare, calcolando che lui è arrivato a parametro zero e la società ha fatto una buona operazione. Perdere un giocatore così è un problema, così ho chiesto di sostituirlo».

Ed è arrivato Antonio Mazzotta dal Cesena.

«Secondo me Mazzotta è uno dei più forti della categoria. Inoltre abbiamo scoperto anche di avere Cafù-Fornasier», sorride l’allenatore, che scherza sul ruolo inedito di Fornasier. Via Fiamozzi e con lui anche la sorpresa del mercato estivo, quel Mattia Valoti che aveva fatto vedere nei primi giorni in biancazzurro grandi colpi. «Vi dico che è uno dei migliori talenti che abbia mai allenato, è un giocatore che ho voluto. Può succedere di non rendere in qualche piazza, ha avuto le sue colpe e le ho probabilmente avute anche io».

Oddo è soddisfatto?

«Dal mercato esce una squadra più completa. Se più forte lo dirà solo il campo».

Un sospiro di sollievo lo ha tirato con la conferma di Caprari e Lapula.

«Ero sicuro di trattenerli. Se fosse arrivata l’’offerta irrinunciabile dall’estero, sarebbe stato difficile trattenerli. Questa ipotesi, però, non si è verificata e sono molto contento».

E Oddo? A giugno che cosa farà?

«Ho ancora un altro anno di contratto e quando ho firmato volevo un progetto di due anni, come minimo. L'obiettivo di quest'anno non era la A, il mio intento è quello di provarci. Voglio avere anche delle garanzie, ad esempio non potrei accettare di andare in A e cambiare gran parte della squadra. Posso rimanere anche se restiamo in B, ma la cosa migliore è la A con certe garanzie».

Messaggio chiaro alla società.

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