Oddo: «Niente calcoli vincere e basta!»

5 Maggio 2016

L’allenatore del Pescara: «Bisogna inseguire l’obiettivo terzo posto»

PESCARA. Battere il Lanciano per acciuffare la terza posizione. Il Pescara non intende fare i sconti ai rossoneri. Massimo Oddo evita calcoli e pretende uno scatto decisivo in questo finale.

Oddo, può indicarci la quota per la terza posizione?

«Non saprei. Fare tabelle è vietato, anche se abbiamo due certezze. La prima è che se vinciamo domenica siamo nei play off. La seconda è che con 9 punti in 3 gare arriveremo almeno quarti. Diciamo che per noi è una gara fondamentale, mentre per il Lanciano è la partita della vita».

Vuole dire che è pronto a condannare i frentani?

«No, però in caso di sconfitta si troverebbero in una condizione allarmante. È una partita insidiosa che richiede la massima concentrazione per evitare brutte sorprese».

Brutta tegola il ko Mandragora. È preoccupato?

«No, però sarà un'assenza pesante. Ci toglie la possibilità di avere una soluzione in più per il centrocampo che agli spareggi dovrà fare già a meno di Memushaj. Mandragora ci aveva dato equilibrio dal punto di vista tecnico e tattico. Lo sento tutti i giorni, a breve tornerà qui per iniziare la riabilitazione. Apprezzo la sua volontà di stare vicino alla squadra».

Che cosa teme dell'undici di Maragliulo?

«Il Lanciano è una squadra in salute, contro l'Avellino non meritava di perdere. Non dimentichiamo che senza la penalizzazione sarebbe quasi salvo. Ci sono buone individualità e molti giovani forti».

Si aspettava l'esplosione di Federico Di Francesco?

«Sta disputando un torneo straordinario e gli faccio i complimenti. Sento dire che il Pescara se lo è lasciato scappare. Purtroppo il calcio è fatto di scommesse e non sempre i tempi di maturazione dei calciatori sono gli stessi. Da ragazzo Baresi fu scartato dall'Inter e poi vinse tutto al Milan. A Verona ho giocato con Gilardino che aveva diciassette anni. Non avrei puntato nemmeno mille lire su di lui, invece è esploso a Parma diventando in seguito campione del mondo».

Molti pensano che il calendario del Pescara sia facile. È d'accordo?

«No. Paradossalmente è vero il contrario perché affronteremo squadre costrette a fare punti. Altre non hanno lo stesso problema, ad esempio lo Spezia dovrà incontrare compagini che non hanno più obiettivi (Brescia, Como e Ascoli, ndr). E, in questa fase, sappiamo quanto siano importanti le motivazioni».

Un pronostico su Bari-Cagliari?

«Se fossi Rastelli cercherei di mantenere altissima la tensione. Ha bisogno di un punto, ma se non chiude subito il discorso la situazione diventa pericolosa»

Qual è l'avversario da evitare ai play off?

«Sono tutti difficili. Forse Cesena, Bari e Spezia sono le più attrezzate, ma questo non significa che Novara, Trapani ed Entella siano clienti facili».

Il suo appello al pubblico sta avendo successo.

«I ragazzi meritano di essere sostenuti perché finora hanno disputato un buon campionato. Sicuramente ci sono stati alti e bassi, ma i primi superano di gran lunga i momenti negativi».

Lei ha parecchi estimatori in serie A. Se dovesse arrivare un'offerta andrà via?

«Il mio sogno è allenare il Pescara in A, ma non avrei problemi a restare in B. Nella mia stanza custodisco un foglio con i nomi dei calciatori che vorrei qui l'anno prossimo».

Chiudiamo con il trionfo del Leicester. Contento per Ranieri?

«Molto. È una bellissima storia di calcio. Il Leicester ha vinto uno dei campionati più difficili al mondo, mica lo scudetto in Svizzera».

È un riferimento a Zeman?

«No, per carità. Avrei potuto dire quello slovacco o altri meno competitivi. Non facciamo polemiche».

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