Oddo pensa positivo: di più non potevamo fare

16 Ottobre 2016

L’allenatore: dispiace non aver vinto, ma questo punto è importante

PESCARA. Crea, distrugge, va sotto, risorge, sbaglia e poi tira un sospiro di sollievo. La vittoria in serie A resta una chimera. Il Pescara visto ieri contro la Sampdoria deve mangiarsi le mani per quell’errore di Caprari dal dischetto che poteva cambiare la partita. Un punticino da non buttare, certo, vista la classifica e l’inferiorità numerica per tutto il secondo tempo, ma resta un pizzico di rammarico.

«Più di questo non potevamo fare». Massimo Oddo la pensa così appena arriva in sala stampa. «La Samp è una squadra molto tecnica, nel momento in cui vai sotto loro con il palleggio ti mettono in difficoltà, però sono contento perché in questa gara ho ritrovato il gruppo e la squadra che sotto di un uomo ha retto molto bene. Abbiamo provato anche a vincerla ma sono contento così, questa è la strada giusta. Avevamo preparato questo tipo di partita, avevo studiato la Sampdoria e abbiamo cercato di approfittare dei loro punti deboli, cercando di sfruttare anche la profondità».

I miracoli di Bizzarri, il salvataggio di Brugman sul finire, ma quel rigore fallito da Caprari è indigesto. «Un po’ dispiace per la mancata vittoria e il rigore sbagliato, ma sono contentissimo perché la squadra ha dimostrato grande compattezza, ha saputo soffrire ed è tornata a essere gruppo. E poi siamo una squadra che porta innovazione: ci facciamo gol da soli, sbagliamo i rigori», dice Oddo che spiega così la scelta di far battere il rigore al numero 17 biancazzurro, e non all’esperto Alberto Aquilani. «Caprari è il rigorista dopo Memushaj, anche se i rigori li ha sempre tirati anche Aquilani». E poi in sala stampa svela cosa ha sussurrato all’orecchio dell’abbacchiato Caprari a fine partita: «Mi sono avvicinato e gli ho detto che i rigori si possono sbagliare, dicendogli anche che deve alzare la testa a fine partita. Nessun dramma. Ne ho sbagliati anch’io in carriera, non deve abbattersi. Può capitare». E sulle scelte e sui singoli risponde: «Non si può dire che Aquilani non abbia qualità così come Cristante. Hanno caratteristiche diverse rispetto a giocatori come Benali ma ogni tanto c’è bisogno di sostanza. I ragazzi hanno fatto un grande secondo tempo, facendo il massimo, più di quello non potevamo fare».

Positiva in attacco la prova di Jean-Cristophe Bahebeck: «Non ha magari grande qualità tecnica ma è un combattente, è esplosivo, aiuta tanto la squadra. Non è un caso se è di proprietà del Psg. Ha caratteristiche diverse da Manaj, ma crediamo in lui e ha fatto una buona partita». E chiude sull’espulsione di Coda, che è rientrato dopo un lungo infortunio. «Ha fatto una buona partita, solo che è caduto in quel fallo viziato da un fallo sul portiere molto evidente che non è stato segnalato. Può capitare che l’arbitro sbagli. Coda è un ragazzo molto sfortunato. Fa buone cose in campo, ma si ritrova immischiato sempre in episodi negativi». Oddo, quindi, si tiene stretto il punto e guarda dritto alla trasferta di Udine.

Sperava nel colpo dell’ex, nella sua Pescara, invece Marco Giampaolo torna a Genova con un punticino: «Ci è mancata un po’ di lucidità negli ultimi metri», analizza l’allenatore di Giulianova, che da quest’anno siede sulla panchina dei blucerchiati. «Ci siamo arrivati in qualche modo, ma il Pescara in dieci ha giocato una partita difensiva provando a ripartire in contropiede. È mancato qualcosa negli ultimi metri». E ancora. «Il risultato credo sia giusto. Probabilmente c’è anche un po’ di ansia. Bisogna capire chi siamo e cosa possiamo fare. Noi dobbiamo andare avanti per una certa strada, perché le partite in A non sono facili e alcune sono anche proibitive. Il Pescara è una squadra che in casa gioca bene. Non è scontato che arrivi qui e vinci la partita». E poi un focus sui biancazzurri: «In questa gara il Delfino ha rispettato le sue caratteristiche. I biancazzurri hanno abilità tecnica e sanno giocare al calcio. Un bel calcio, che va sostenuto dalla freschezza mentale e dalla brillantezza psicologica», afferma il tecnico della Samp che già pensa al derby contro il Genoa.

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