Oddo: Pescara all’attacco per entrare nella storia

Il tecnico col dubbio Bruno-Pasquato: «Dobbiamo completare l’opera»
PESCARA. A un passo dalla gloria con la spinta di 404 cuori biancazzuri. C'è l'ultimo sforzo da fare prima dei festeggiamenti. A distanza di 12 mesi il Pescara cerca una gioia e non una delusione, come accadde invece giusto un anno fa nella finalissima di Bologna, quando vinsero i felsinei. Stavolta, col Trapani, la situazione è diversa e il Delfino ha un bel vantaggio da difendere dopo il 2-0 della gara d'andata. «Se non ci dovesse essere il coronamento di questo sogno sarei un uomo distrutto. Bisogna concludere bene quest'annata».
Massimo Oddo cerca di stemperare gli animi, ma sul suo volto la tensione è evidente. Quattro giorni intensi quelli trascorsi prima della finalissima di stasera a Trapani. Ieri allenamenti blindati al Poggio degli Ulivi, cancelli chiusi e steward a presidiare l'ingresso del centro sportivo di Città Sant'Angelo. «È una partita importante perché metterà in palio la serie A. Noi andremo in campo», continua Oddo, «con la solita umiltà e con l'obiettivo di andare a fare la nostra partita per cercare di vincere senza fare calcoli, perché non è nella nostra natura».
Il Pescara, col doppio vantaggio dell'andata, potrebbe anche gestire il risultato. Ma quel verbo, gestire, al tecnico biancazzurro non piace affatto. «Vi dico che faremo quello che siamo abituati a fare, ovvero proveremo a vincere. La gestione sarà fatta con l'attacco». Il Trapani al Provinciale giocherà la gara della disperazione, visto che dovrà vincere con due gol di scarto. «Di fronte avremo una squadra che se saprà far valere la sua forza non ci consentirà di fare quello che vogliamo, ma noi dobbiamo affrontare questa gara come se fosse una partita secca. Sappiamo che ci saranno momenti della gara in cui potremo soffrire e in cui il Trapani attaccherà cercando di metterci in difficoltà, ma noi dovremo essere bravi a ribattere colpo su colpo. Ci sarà comunque pressione per entrambe le squadre perché una vorrà conservare e mantenere il vantaggio dell'andata e l'altra cercare di recuperare». E sulle voci di un ambiente ostile, con tanto di presunte minacce da parte della tifoseria siciliana, Oddo è categorico. «Ho letto tante cose che non mi sono piaciute. Io mi aspetto un ambiente bello. Sono originario di Trapani, anche se non ci ho vissuto, e so bene che la gente di Trapani è splendida. Ho letto cose che per me suonano anche come un'offesa. Conosco il pubblico e la gente di Trapani e dico che è un posto civilissimo».
Tuttavia la tensione sarà alle stelle, come in campo. A proposito, ma cosa avrà detto Serse Cosmi al suo collega a fine partita? «Mi ha fatto i complimenti», taglia corto, anche se tra i due potrebbe essere sta scambiata qualche "parolina" di troppo e qualche consiglio utile sulla gara di ritorno...«Anche qui c'è stata molta immaginazione. Serse Cosmi ci ha fatto i complimenti perché avevamo fatto un'ottima partita e io gli ho detto che loro erano stati penalizzati dall'uomo in meno». Sarà andata così? Probabilmente no, adesso però conta il presente. «C'è un pizzico d'ansia, ma è comprensibile. La squadra sta bene, è carica e sa di poter fare un'altra grande partita. Dobbiamo essere bravi a conservare questo vantaggio e farlo diventare un tesoro fino alla fine».
E il Pescara sarà diverso, dato che non ci sarà Memushaj. In mediana potrebbe essere rilanciato Bruno con Verre e Torreira. «Deciderò solo domani. Bruno e l'utilizzo di Pasquato sono i miei dubbi», spiega l'ex terzino del Milan. Dal taglio di capelli a Camoranesi al Mondiale 2006, ai giri di campo un po' alticcio dopo lo scudetto vinto col Milan, nel 2011. Massimo Oddo è pronto per festeggiare a modo suo.
«Il mio ruolo adesso è diverso. Se devo essere onesto tutto quello che ho fatto è sempre stato frutto della spontaneità, non c'è stato mai nulla di programmato. A volte si immagina Oddo a cui piacciono gli alcolici, ma non è così. Quando si festeggia si aprono bottiglie una dopo l'altra ed io non sono abituato...Vi posso dire che la mia unica scommessa è portare il Pescara in serie A».
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