Oddo pronto a sfidare la terra degli avi

3 Giugno 2016

Il nonno Giovanni ha fatto la storia dello sport a Trapani da atleta e da dirigente

PESCARA. A Trapani stanno già facendo gli scongiuri. Se nel match del girone di andata l’arrivo di Massimo Oddo in Sicilia era stato salutato con affetto, stavolta il sentimento predominante sarà l'ansia. Un destino beffardo ha individuato nell'allenatore del Pescara l'ultimo ostacolo per i siciliani verso la conquista della prima promozione in serie A. Proprio lui, il tecnico pescarese, che ha origini trapanesi. Il papà, Francesco, è nato appunto a Trapani, la “città del sale e della vela”, chiamata così per l'estrazione del sale e il grande amore che i cittadini hanno per gli sport acquatici (vela in particolare). Non solo, Giovanni Cesare Oddo, nonno di Massimo, nato nel 1913 e scomparso nel 2009, è tuttora considerato uno dei personaggi più importanti della storia dello sport trapanese. Tantissime iniziative portano la sua firma. Da giovane, conquistò il titolo di "littore d'Italia" (campione nazionale universitario) a Milano (1934) e a Torino (1937) nel salto triplo. Prima di diventare commissario provinciale della Fidal (federazione italiana di atletica leggera), Giovanni programmò i Ludi Drepanensi, una sorta di Olimpiade a carattere provinciale e la traversata a nuoto del porto di Trapani. Inoltre, fondò una società ciclistica e la prima squadra femminile di pallacanestro, dove la play-maker era Maria Giacoma Cernigliaro che sposò qualche anno più tardi. Dal matrimonio nacquero Giuseppe, Antonina e il papà di Massimo, Francesco che arrivò a Pescara da Roma per giocare a calcio, ma poi divenne professore di educazione fisica e allenatore (guidò il Delfino dal 1994 al 1996).

Nel 1954, infatti, Giovanni Oddo si trasferì nella Capitale per lavorare alla Gioventù italiana (ex Gil, un ente creato da Mussolini per accrescere la preparazione sportiva e militare). Insomma, sembra la trama di un film, invece è pura realtà.

Dicevamo del precedente, quando Massimo venne accolto con simpatia da tutti. Era il 17 ottobre 2015 e il Pescara sbancò il Provinciale battendo 3-0 l'undici di Serse Cosmi nel giorno in cui venne sperimentato il trio Benali-Caprari-Lapadula, poi ribattezzato “banda bassotti”. Un match senza storia con i tre tenori che realizzarono un gol a testa. Oddo non tornava a Trapani da 25 anni: ne aveva 13 quando si recò l'ultima volta in Sicilia in compagnia dei genitori e del fratello per riabbracciare i parenti. In verità, gli incontri con il nonno rimasero frequenti a Roma, dal momento che Massimo giocava nella Lazio e durante le festività la famiglia si riuniva in ogni occasione.

Giovanni amava il Trapani, ma se fosse ancora in vita, avrebbe tifato di sicuro anche il Pescara. Ora la finalissima: in A non ci sarà spazio per entrambe. (g.t.)

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