Oddo-Rossi, la sfida tra allievo e maestro

Pescara-Bologna è un revival tra ex laziali molto amati a Roma
PESCARA. Fino a qualche settimana fa nessuno dei due avrebbe mai immaginato di incontrare l’altro nella finale play off che metterà in palio la promozione in serie B. Si scrive Pescara-Bologna, ma si può leggere anche Oddo contro Delio Rossi. Ovvero l’allievo contro il maestro. I due sono stati insieme alla Lazio, dall’estate 2005 fino al gennaio del 2007, un anno e mezzo intenso in cui si è cementato un rapporto di stima reciproca: Delio Rossi in panchina e Massimo Oddo in campo, leader di una Lazio che riconquista l’Europa (poi sfuggita di mano per il calcioscommesse) dopo aver rischiato, la stagione precedente, la retrocessione.
Fino a un paio di mesi fa, Delio Rossi guardava partite di serie A aspettando una chiamata e comunque godendosi lo stipendio che la Sampdoria gli pagava; e Massimo Oddo stava progettando il suo futuro dopo una buona stagione alla guida del Pescara Primavera e con un buon torneo di Viareggio come fiore all’occhiello. Poi, quel che non t’aspetti. Il Bologna esonera Lopez e il ds Corvino chiama Delio Rossi per rincorrere la serie A; sfugge la promozione diretta, abbastanza compromessa già con Lopez in panchina, ma la speranza resiste grazie alla qualificazione alla finale play off.
Sebastiani, addirittura, esonera Baroni alla vigilia dell’ultima di campionato e “promuove” Oddo. Sembra un tentativo disperato di salvare il salvabile. Invece, l’ex difensore della Nazionale parte come un razzo: tre vittorie di fila e un pareggio-qualificazione a Vicenza. Conquista i play off, li gioca da protagonista e riaccende l’entusiasmo della città.
Un passo più felpato per Rossi a Bologna alle prese con un organico ricco di individualità che non è diventato un gruppo. C’è stima tra Rossi e Oddo, nonostante abbiano caratteri diversi. Non lo ha mai nascosto il campione del mondo del 2006 che parlando del tecnico romagnolo trapiantato a Foggia ha detto: «E’ stato uno di quelli che mi ha insegnato di più». Delio Rossi quando è arrivato a Roma ha trovato proprio in Massimo Oddo, già nel giro azzurro, uno dei leader dello spogliatoio della Lazio. Una squadra indebolita in estate dalle cessione per risanare il bilancio, ma che in campo ha conquistato il sesto posto. E Oddo, che ha ereditato la fascia di capitano da Liverani, ha subito legato con Rossi: terzino destro abile in fase di spinta e, soprattutto, sui calci piazzati. Rigorista infallibile il difensore originario di Città Sant’Angelo.
«Massimo era un giocatore importante», ricorda a distanza di tempo Fabio Liverani, ex centrocampista ed ex allenatore del Genoa. «E Rossi si fidava di lui, era un elemento cardine dello scacchiere». Una bella stagione per Rossi e la Lazio, ma soprattutto per Oddo consacrata dalla notte di Berlino 2006. Dopo la quale fa la bocca al ritorno al Milan. Lui trova l’accordo con Galliani, Lotito no. Tira e molla fino all’ultimo giorno di mercato quando Oddo e il presidente, a Messina, hanno un duro faccia a faccia. Oddo capisce che Lotito non molla e va su tutte le furie. Niente da fare, Oddo resta la Lazio. Ed è in questo frangente che si cementa ancor di più il rapporto tra Oddo e Rossi. Che lo prende da parte, dopo la chiusura del mercato, e usa le parole giuste per motivarlo. Gli chiede impegno fino a gennaio, quando lui come tecnico farà di tutto per agevolare la sua partenza verso Milano. Oddo stringe il patto con il tecnico e ognuno fa la sua parte. Il terzino va come una scheggia in quella squadra che a fine stagione chiuderà al terzo posto e Rossi dà il via libera alla cessione al Milan. Contento anche Lotito che per un giocatore ultratrentenne incassa circa otto milioni di euro più il cartellino di Foggia.
Rossi e Oddo restano in contatto, si scambiano attestati di stima e quando si rivedono sono baci e abbracci. L’ultima volta poco più di un anno fa in occasione della festa per i 40 anni dello scudetto biancoceleste di Maestrelli e Chinaglia. Oddo in campo all’Olimpico con le vecchie glorie e Delio Rossi in panchina. A distanza di poco più di 12 mesi eccoli di nuovo insieme, domani sera, ma su panchine diverse. Addirittura avversari. Oddo conosce bene come la pensa Delio Rossi. «Sono amico di Massimo», sostiene Fabio Liverani, «lui e il Pescara hanno la forza dell’incoscienza. Sono arrivati ai play off per il rotto della cuffia e li stanno giocando alla grande. Il Bologna ha grandi individualità e il vantaggio della miglior posizione in classifica. Difficile fare pronostici».
@roccocoletti1
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