Oddo scuote il Pescara: voglio lucidità in zona gol

A Genova la prima di Pepe titolare, fuori Aquilani. In regia torna Brugman
PESCARA. Il punticino preso col Torino vuole tenerselo stretto, ma non intende sprecare altre ghiotte occasioni per centrare la prima vittoria in campionato. Massimo Oddo oggi torna al Ferraris, contro il Genoa, che gli ha dato la possibilità di iniziare la carriera da allenatore, anche se a livello di settore giovanile. «Loro sulla carta sono più forti di noi», dice il tecnico del Pescara, «ma questo non cambia i nostri programmi, che ovviamente sono quelli di fare risultato».
I biancazzurri, alle 15, nel catino di Marassi, cercano, sperano e sognano il primo colpo della stagione, anche se un pareggio non sarebbe proprio da buttare contro una squadra che, come dice Oddo, almeno sulla carta, vale di più. Un pari, che potrebbe stare stretto se dovesse maturare come con il Torino, allora sì che potrebbe fare rumore. «Con il Torino è mancato il gol», dice l'allenatore. «Meritavamo di vincere, ma ora dobbiamo pensare a questa sfida col Genoa sperando di avere più lucidità sotto rete. I ragazzi però fino ad oggi hanno fatto tutto quello che io ho chiesto loro per cui non posso rimproverare nulla alla squadra. Forse, dobbiamo avere un po' più di lucidità sulle situazioni di gioco. Dopo la gara non ero arrabbiato, ma un po' amareggiato per come è finita in undici contro nove. Sono altre le cose che mi fanno arrabbiare».
E, quindi, oggi pomeriggio sarebbe meglio non farlo irritare. Il suo collega rossoblù, Ivan Juric, ha caricato la partita definendola “la più importante della stagione”, il condottiero biancazzurro minimizza, ma fa pretattica e nasconde la formazione. «Dovremo avere grande intelligenza calcistica, qualità e dinamismo. Juric lo conosciamo bene, ma non è un match più importante di altri. Non è la partita della stagione, ma è normale che Juric carichi l'ambiente, specie dopo il pareggio col Napoli. L'obiettivo è quello di non farli giocare ed essere intelligenti sui loro movimenti, cercando di rimanere sempre corti. Con Pavoletti i liguri perdono comunque un punto di riferimento importante, ma in attacco hanno diverse soluzioni».
Ed ecco l'ansia da prestazione. «La formazione?», sorride e continua. «Sull'undici da far scendere in campo ho ancora dei dubbi. Essendo la terza partita in otto giorni qualche cambiamento ci sarà. A centrocampo due cambi potrei farli. Abbiamo gente in panchina che scalpita e cercheremo di ruotare qualcuno. Uno tra Verre, Memushaj, Cristante e Benali riposerà. Aquilani difficilmente sarà in campo dal primo minuto. Non giocava una gara intera da tanto tempo. Pepe? Potrebbe giocare».
Ed ecco che scatta il toto-formazione. Bizzarri, ex di turno, tra i pali e linea difensiva composta da Zampano, Campagnaro, Fornasier e Biraghi.
In attacco, vengono subito fugati i dubbi. «Manaj dall'inizio? È una possibilità ma non molto concreta per il tipo di avversario che affronteremo». Quindi, spazio a Caprari, che dovrebbe essere supportato da Pepe (all'esordio dal 1') e Benali. A centrocampo, Brugman playmaker, con un ballottaggio a tre per le mezze ali: Verre, Cristante e Memushaj. Con il capitano che potrebbe tirare un po' il fiato, ma non c'è nulla di scontato.
Oddo predica calma e concentrazione. «Il Genoa è una squadra aggressiva e conosciamo bene la mentalità di Juric; i rossoblù hanno una loro identità. Giocando a cinque cercheranno più ampiezza del campo e dobbiamo stare attenti a non perdere palloni e a subire le ripartenze. Dobbiamo essere compatti. Possiamo essere corti in avanti ma non dietro e non concedere profondità».
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