Oddo si coccola i 18enni: «I giovani? Che carattere»

3 Aprile 2016

Il tecnico esalta la linea verde e ritrova la sua squadra: «Gran primo tempo» Poi guarda al futuro: «Ora gli impegni difficilissimi contro Avellino e Cesena»

PESCARA. Magari non una vittoria di cui andare fieri, ma di sicuro una delle più importanti, preziose della gestione Oddo. Tre punti scacciacrisi, scaccia incubi. Tre punti per la svolta, il riscatto. Di speranza. In attesa di ritrovare certezze.

D’accordo Oddo? «Sì», risponde il tecnico. «Ma credo ci sia una motivazione chiara. Indubbiamente abbiamo sprecato tantissime energie nervose prima della partita. Non nascondiamoci, sapevamo che il risultato era troppo importante, dopo cinque sconfitte e con la prospettiva di impegni delicati e difficilissimi come Avellino e Cesena. Questo non giustifica tutto, ma indubbiamente spiega in parte anche il calo, direi crollo fisico nel finale. Probabilmente se non fossimo stati in vantaggio saremmo stati anche noi più aggressivi ma ci sta, dopo quello che abbiamo passato in questi ultimi tempi...».

Dal punto di vista tecnico, invece, il Pescara del primo tempo è parso in evidente ripresa. «Secondo me abbiamo giocato un gran primo tempo, quasi ai nostri livelli. Aggressivi, reattivi e abbastanza concreti. Abbiamo trovato il gol, abbiamo controllato e fatto la partita. Nel secondo, invece», continua Oddo, «probabilmente sono emerse paure, timori, inconsciamente ci siamo predisposti a subire. Ci siamo tirati indietro, e certo non l’avevo chiesto, ma può succedere. La mia esperienza di giocatore mi porta a capire questo atteggiamento anche se naturalmente dobbiamo lavorare per evitarlo, perché complica le cose, aiuta l’avversario a prendere il sopravvento. Ma ci sono momenti in cui è difficile fare anche quello che di solito ti viene più facile. E noi non stiamo certo passando il migliore dei nostri momenti».

Un peso non indifferente ha avuto anche lo stato di emergenza in chiave di organico, un Pescara versione teenager in un momento così delicato... «Sotto questo aspetto devo dire che non sono sorpreso. Abbiamo un gruppo di 18enni o giù di lì che ha personalità, carattere da vendere. Uscito Campagnaro, eravamo quasi una squadra Primavera, con Vitturini, Torreira, Mandragora, Verde e via dicendo. Ma sotto questo aspetto per me non è una sorpresa». Come purtroppo non lo è l’uscita di Campagnaro. Grave? «No. Dovrebbe essere una contrattura. Vedremo alla ripresa». Qualche spiegazione anche sull’entrata di Acosta, in panchina mancavano alternative valide? «In quel momento avevo bisogno più di gamba che di qualità su quella fascia, lui è quello che ha queste caratteristiche. Avrà anche sbagliato qualche ripartenza, non lo nego, ma ha dato una mano rincorrendo gli avversari e anche salvando un gol. Da quella parte non abbiamo più corso grandi pericoli nel finale, ed era quello che serviva. Sapete come la penso», aggiunge Oddo anticipando qualche altra domanda. «Io devo fare scelte e se serve faccio anche quelle più scomode. Cocco in tribuna, per esempio. Non è mica una bocciatura, nemmeno abbiamo fatto a botte, statene pure sicuri. Però ho pensato che era meglio così, portare ragazzi con certe caratteristiche: da lunedì tutti possono lavorare per dimostrare che avevo torto». Inevitabile una parentesi sulla gazzarra finale. Benali rischia di pagare un conto salato. «Di solito non parlo male degli arbitri, ma ci sono cose che non accetto, non capisco. Una certa supponenza, la totale mancanza di dialogo. Benali? Voglio vedere quante giornate prende Barella, che dopo il fallo su Bessa è schizzato fuori dalla panchina e ha innescato tutto. Certo, non posso e non voglio giustificare, ma capite che dopo tanti giorni di forte stress nervoso, in un gruppo così giovane, un momento di scarico ci sta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA