Oddo: si poteva far meglio ma il punto mi sta bene

1 Maggio 2016

L’allenatore: «Siamo mancati sul piano tecnico, però la squadra dimostra di essere migliorata anche nella lettura della partita. È diventata più matura»

CHIAVARI. Lo diceva già nel pre gara Massimo Oddo, tecnico del Pescara, che bisogna affrontare tutte le partite una per volta senza dare mai nulla per assodato; che in programma non ci sono partite facili; e, soprattutto, che il pass per i playoff non va ritenuto sicuro fino a quando non sarà l'aritmetica a dirlo. Però, il pareggio di Chiavari contro l'Entella ha il lato positivo di non compromettere nulla, visto che lo 0-0, in alta classifica, è il risultato più inflazionato.

«Ci siamo annullati a vicenda», commenta il tecnico a fine gara, tutto sommato non preoccupato per il solo punto ottenuto. «Non avremmo meritato di vincere. Certo, la panchina corta non ha aiutato: abbiamo troppe assenze, e di peso, e dunque è mancata un po' di qualità, non è stata una bellissima prestazione da parte nostra, potevamo giocare meglio, regalare più spettacolo, però in un momento come questo e in una situazione come questa, a Chiavari, riuscire ad ottenere almeno un pareggio è un buon risultato. Le prestazioni delle nostre dirette avversarie alla corsa play off indubbiamente ci hanno aiutato. Ora dobbiamo restare sul pezzo, concentrati, lo dicevo già prima di questa partita e lo ribadisco anche adesso. Perché le gare che mancano saranno poche, ma tiratissime e non ci sono avversarie che, a questo punto, possiamo considerare più abbordabili della altre. Rimpianti per le cinque sconfitte consecutive? E' inutile pensare al passato, guardiamo avanti con fiducia, siamo ancora in corsa è questo è sicuramente un risultato importante».

Due squadre simili, speculari l'una all'altra, che alla fine si sono equivalse. Era il pronostico che lo stesso tecnico aveva già fatto prima della partita, e che sul terreno di gioco si è dimostrato azzeccato. Non hanno certo aiutato, però, i tanti assenti nella rosa del Pescara: l'assenza di Verre per squalifica e di capitan Memushaj, che l'influenza ha costretto a casa hanno pesato; questo nonostante il ritorno di Benali. Poi, l’infortunio di Mandragora «Dobbiamo tenere sempre il massimo rispetto per i nostri avversari», spiega il mister. «Posso essere arrabbiato solo per alcuni errori commessi in campo, non certo per il punto che siamo riusciti a portare a casa. Sapevamo chi avevamo di fronte, che non sarebbe stata facile, e i liguri hanno rispettato appieno le nostre aspettative. Certo con quel qualcosa in più potevamo cercare di vincere, ma non abbiamo sicuramente meritato più dei nostri avversari. Il pareggio è il risultato che meglio racconta la gara, anche se potevamo concedere ai padroni di casa qualcosa in meno: per esempio sulle palle inattive assolutamente evitabili. Ma vedo nella mia formazione un grosso miglioramento rispetto al passato, e non soltanto dal punto di vista della tecnica di gioco e della forza individuale. Comincio a vedere una certa capacità di leggere nel modo giusto la partita. La qualità ci è mancata, non possiamo negarlo, abbiamo puntato prevalentemente sulla quantità: una scelta che, evidentemente, non ha pagato fino in fondo». Continuano però le cattive notizie in casa Pescara: l'altro colpo alla già corta distinta lo dà l'uscita anticipata di Mandragora, che dopo soli dieci minuti ha subito un infortunio, la frattura del quinto metatarso del piede dentro. E’ uscito dallo stadio con le stampelle e poi gli esami hanno confermato i timori dello staff medico. Per il 18enne di Scampia che da luglio sarà juventino stagione finita. Una brutta tegola per il Pescara che con Mandragora in difesa aveva trovato un assetto affidabile.

Fabio Faggiano