Odgaard tradisce Pescara, solo un pari

Il danese fallisce la più ghiotta delle occasioni da rete a inizio della ripresa Il Delfino regge bene l’urto del Frosinone, ma il problema resta l’attacco
Un punto di speranza. Un mattoncino sul quale iniziare a edificare una costruzione chiamata salvezza. L’impatto di Gianluca Grassadonia sul Pescara è positivo considerando la situazione dei biancazzurri e la forza del Frosinone che lotta per i play off. Il risultato di 0-0 è l’unico premio possibile per questo Pescara che esibisce una dignitosa fase difensiva, confermando quelli che sono gli arcinoti problemi esistenti dalla cintola in su. Ordinata e compatta la squadra di Grassadonia quando c’è da difendersi. Meglio rispetto alla gestione Breda.
C’è anche un pizzico di personalità in più nella ricerca del gioco. In alcuni dettagli si nota la mano del nuovo tecnico salernitano. Che, però, non è un mago. E non può risolvere in pochi giorni il problema più grande: l’inconsistenza offensiva. La squadra continua ad assistere poco gli attaccanti, servirebbe più coraggio. Ed è altresì vero che gli attaccanti non riescono a cavare un ragno dal buco. E nemmeno si può pensare che Jens Odgaard possa essere considerato un rinforzo. No, perché un attaccante che arriva a gennaio per aiutare una squadra ultima in classifica in serie B non può fallire la ghiotta occasione capitata sui piedi del danese. È il 5’ della ripresa quando il difensore del Frosinone Brighenti scivola e lo sciagurato Odgaard ha una prateria davanti. Ha tempo e modo per scegliere la conclusione migliore. È quanto di meglio un centravanti si possa augurare di avere a disposizione durante una partita. Il biondo sceglie di calciare su Bardi in uscita, preferisce riempire di gloria il portiere ciociaro più che sbloccarsi. Ovviamente, è la palla gol più limpida della gara. Di una notte in cui l’agonismo prevale sulla tecnica tra due squadre schierate (3-5-2) a specchio. Hanno problemi e si vede: il Frosinone vuole la serie A, ma non riesce a entrare nemmeno in zona play off e non vince in casa dal 5 dicembre scorso (3-2 al Chievo); il Pescara è ultimo in classifica ed è reduce dall’ennesimo cambio di allenatore. Primo tempo non esaltante. Il Pescara cerca di costruire gioco, poi arriva nella trequarti avversaria e perde il pallone.
Il Frosinone si rende pericoloso al 18’ con la conclusione di Iemmello che chiama alla deviazione Fiorillo. Ma non tiene fede alle aspettative.
I biancazzurri reggono, ma sono inconsistenti negli ultimi trenta metri malgrado il rientro dall’inizio di Galano. Nella ripresa spinge di più il Frosinone, ma un brivido percorre lo Stirpe quando Brighenti scivola e Odgaard s’invola verso la porta. Niente, nemmeno grazie ai generosi regali il Pescara riesce a segnare. Si capisce che se i biancazzurri non la sbloccano così, non è serata. Il gol non arriverà. E bisogna stringere i denti nelle retrovie. Busellato fa filtro davanti ai tre centrali; Scognamiglio le prende tutte di testa. I rinforzi di gennaio si danno da fare, ma non alzano il livello della squadra. Grassadonia inserisce Capone per Galano al 23’ ma gli ci vuole poco per capire quello che i predecessori hanno imparato in fretta, ovvero che l’attaccane di proprietà dell’Atalanta è opaco e deludente. Al 29’ entra Machìn per Tabanelli. Il tecnico tiene incredibilmente in campo Odgaard fino a 2’ dal termine. Il Pescara gioca dignitosamente, tiene il campo senza andare in sofferenza. In pieno recupero un’uscita di Fiorillo blocca il respiro al popolo biancazzurro: il portiere perde palla, chiede il fallo, l’arbitro non se ne dà per inteso e Boloca calcia alto. Secondo pari consecutivo in trasferta dopo quello di Empoli. Fare una gara difensiva è nelle corde di una squadra che è in fondo alla classifica non a caso, il problema è giocare la palla, portarla negli ultimi trenta metri e, soprattutto, inquadrare la porta per gonfiare la rete.
Un’agonia indicibile. Ma il risultato dell’anticipo della 24ª giornata allo Stirpe può essere visto anche come un bicchiere mezzo pieno se sarà il punto di partenza della gestione Grassadonia. Sabato in casa con il Lecce la prima verifica.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

