Olimpiadi, la Fontana va a caccia dell’oro

Medaglia di legno per l’Italia nel pattinaggio dietro alle big mondiali. Quanti rinvii nello sci
PYEONGCHANG (COREA DEL SUD). Nei numeri non si batte, ora la differenza la deve fare la sfumatura di colore. Arianna Fontana il ghiaccio della Gangenung Arena lo ha già saggiato e l'ha spedita dritta alle fasi finali dei 500 metri: la gara più breve dello short track, quella che vedrà impegnata oggi la campionessa portabandiera azzurra: a Vancouver la pattinatrice di Sondrio era stata di bronzo, a Sochi quattro anni fa d'argento sulla stessa distanza (oltre ai due bronzi su 1500 e staffetta). In casella manca l'oro, atteso qui in Corea in un crescendo cromatico. Nella patria dei pattini, l'azzurra dopo l'emozione della sfilata con tutta l'Italia al seguito, sfida le padrone di casa come Minjeong Choi, che nelle batterie ha già fatto segnare il record olimpico. «Sono soddisfatta perché mi sono allenata per essere qui al 110 per cento», dice Fontana, che studia le ultime tattiche per volare sul ghiaccio dell'ovale di Gangneung. Dopo gli europei di Dresda da protagonista, Fontana dovrà affrontare l'assalto alla finale e alla medaglia partendo dai quarti. Ma l'Italia avrà anche un'altra pattinatrice sotto i riflettori: mamma Martina Valcepina, che proprio dal torneo continentale in Germania il mese scorso è tornato con una doppietta d'oro che l'ha lanciata tra le grandissime in Europa. Arianna la collezionista di medaglie si sta allenando duro per allungare la serie di trofei: era sul ghiaccio alla vigilia allo stesso orario della gara, dalle 19 quando in Italia saranno le 11 del mattino partono i quarti di finale).
Medaglia di legno. L'orgoglio di stare appena dietro alle superpotenze del ghiaccio, l'amarezza per non volare più alto. La «mini nazione» chiamata Italia che a detta di Carolina Kostner pattina sul ghiaccio con poche piste e tanta passione, ai Giochi, fa squadra e un po’ di polemica (soprattutto con i giudici) e come a Sochi quattro anni fa si posiziona ai piedi del podio, dietro alle big come Canada, Russia - anche se qui depauperata di vessilli e identità - e Stati Uniti che con Mirai Nagasu hanno tirato fuori dal cappello il colpo-show, un triplo axel con atterraggio perfetto mai fatto da una pattinatrice americana ai Giochi. Carolina Kostner, reginetta indiscussa della squadra azzurra delle lame, con fierezza difende il quarto posto: un piazzamento che ha l'odore della medaglia e di qualche rimpianto. Anche perché i giudici non perdonano nulla: e così la bella performance di Anna Cappellini e Luca Lanotte «è stata pagata poco» dicono in coro gli azzurri. L'orgoglio azzurro e le buone prestazioni non bastano per conquistare una medaglia, ma il team event del pattinaggio artistico targato Italia lascia la Ice Arena di Gangneung tra gli applausi.
I rinvii. Dopo la cancellazione di domenica e il successivo posticipo della discesa maschile a giovedì, anche il gigante femminile è stato rinviato a causa delle fortissime raffiche di vento (fra i 70 e i 100 km/h) e le rigide temperature (fino a -30 gradi percepiti) sulla pista di Yongpyong

