Olimpiadi, Sabbatini è un missile e domani va a caccia della finale

3 Agosto 2021

La 21enne atleta teramana si piazza al quarto posto e si qualifica per la semifinale dei 1.500 metri «Gli ori di Tamberi e Jacobs mi hanno dato la carica, ma niente festeggiamenti: penso già alla gara»

Sulla scia dei trionfi d’oro alle Olimpiadi di Tokyo di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi si inserisce la bella impresa della teramana Gaia Sabbatini che, la mattina seguente la serata da favola dell’atletica azzurra, si qualifica brillantemente per la semifinale dei 1500 in programma domani alle 12 (ora italiana). Una soddisfazione condivisa con i famigliari e i tanti amici che, ieri, riuniti a notte fonda, hanno assistito davanti alla tv da Teramo alla sua gara. E c’è stata una grande risata collettiva a casa Sabbatini quando Gaia, intervistata a caldo dalla Rai dopo la gara, è letteralmente caduta dalle nuvole dopo che le avevano detto che la vincitrice della sua batteria, l’olandese di origine etiope Saifan Hassan, nella stessa giornata oro sui 5.000 metri, era caduta nel groviglio di gambe che ha visto coinvolta la stessa Sabbatini, che però è stata brava a non cadere.
L’atleta teramana si è piazzata quarta in 4’05”41 (si qualificavano direttamente le prime 6 di ogni batteria, più i 6 migliori tempi di ripescaggio). Ha interpretato perfettamente la gara, portandosi da subito nelle prime posizioni e rispondendo alle varie accelerazioni del gruppo di testa, tranne un brivido prima dell’inizio dell’ultimo giro, quando ci sono state delle toccate e degli urti che hanno coinvolto anche la Sabbatini, la quale ha rischiato di perdere contatto con le posizioni di testa.
A farne le spese è stata una delle favorite per l’oro, l’olandese Sifan Hassan, che è caduta ma ha avuto la forza di rialzarsi e andare a vincere addirittura la batteria in 4’05”17. La 22enne atleta delle Fiamme Azzurre, cresciuta nell’Atletica Gran Sasso Teramo, ha dimostrato di avere la potenza giusta per controllare i bruschi cambi di ritmo e di inserirsi nelle volate per i primi posti. L’impressione che ha destato la sua gara, è che si possa giocare in modo competitivo le carte per l’ingresso in finale. Il compito che le si presentava non era in teoria agevole, perché partiva con l’ottavo accredito stagionale tra le atlete della sua batteria. Per la cronaca, la Sabbatini è stata preceduta al 2° posto da Jessica Hull (Australia) 4’05”28, al terzo dall’americana Elinor Purrier, 4’05”34. In semifinale la Sabbatini dovrà probabilmente dare fondo al meglio di se stessa, per conquistarsi l’ingresso in finale, ritoccando magari il suo primato personale di 4’04”23.
Al termine della batteria, a caldo, è molto soddisfatta per la sua prova, dichiarando: «Devo ringraziare prima di tutto Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs, le cui imprese mi hanno dato la carica per affrontare questo difficile impegno. Ma non c’è neanche il tempo di esultare, perché ora devo concentrarmi per la semifinale. Grazie a tutti per il supporto», ha detto la 21enne atleta teramana. E l’ex tecnico della Sabbatini, Marcello Vicerè, che l’ha allenata a Teramo per 8 anni, commenta: «Ho visto Gaia concentrata e determinata, tanto che non si è fatta condizionare da quel piccolo incidente in gara. In semifinale tutto può succedere, non ha nulla da perdere. Forse, sono le altre che dovrebbero cominciare a temerla un po'». Claudio Mazzaufo, giuliese doc, uno degli accompagnatori degli azzurri dell’atletica a Tokyo: «Ha rischiato di cadere, riuscendo però a fare la volata senza spendere tutto le energie. La stessa ragazza mi ha riferito questa impressione al ritorno in albergo».
Roberto Ragonese
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