ORA BISOGNA CREDERCI, LA SQUADRA LO MERITA
Zero a alla fine del primo tempo, il secondo si gioca martedì, è a Bologna la vera finale. Nullo di deciso, appunto, il Pescara resta in corsa e il verdetto senza appello è ancora tutto...
Zero a alla fine del primo tempo, il secondo si gioca martedì, è a Bologna la vera finale. Nullo di deciso, appunto, il Pescara resta in corsa e il verdetto senza appello è ancora tutto da scrivere. Lasciamo perdere calcoli, possibili assenze, presunti "giochi" del Palazzo a vantaggio di chi conta (!) di più, proviamo invece a capire come stanno le cose e come potrebbero andare basandoci solo su quello che abbiamo visto in campo da una parte e dall'altra e non solo nella sfida in bianco di venerdì. Il Pescara, questo è fuor di dubbio, se l'è giocata al meglio delle sue possibilità così come del resto aveva fatto nelle quattro precedenti finali (Livorno, Perugia e doppia sfida col Vicenza) e come lo stesso Oddo aveva promesso alla vigilia. Coraggio, determinazione e aggressività in ogni zona del campo, gioco comunque finalizzato a mettere in difficoltà un avversario chiuso a riccio che come unica soluzione offensiva aveva la ricerca di lanci lunghi, magari con lo stesso portiere, alla ricerca di Mancosu o degli inserimenti di Laribi. Tutto questo almeno per un'ora, ovvero fino a quando è uscito di scena Salamon per infortunio. Sarebbe comunque bastato per sbloccare il match se solo i biancoazzurri fossero riusciti a sfruttare una delle tre o quattro palle-gol costruite in questi 60 minuti (la più clamorosa quella avuta da Caprari).
Il kappaò del polacco, poi, non solo ha tolto qualche certezza alla squadra, sia in fase difensiva che nelle ripartenze, ma ha anche costretto il tecnico a rinunciare a qualche possibile cambio (Sansovini o Selasi) a supporto di chi in campo aveva dato tanto. La gestione finale del match è stata comunque intelligente visto che ha comunque permesso di mantenere un risultato tutt'altro che da buttare. Nell'insieme un Pescara che ha dimostrato ancora una volta di meritare la fiducia, il credito e l'entusiasmo di un ambiente per niente deluso dalla mancata vittoria. Le cinque giornate di Oddo hanno senz'altro segnato una svolta, sicuramente non si può dire la stessa cosa di Delio Rossi che venerdì era alla sesta presenza sulla panchina rossoblù. Non discuto la bravura, il mestiere e l'esperienza del tecnico, dico solo che l'ottimo lavoro che sta facendo non è servito a cambiare radicalmente faccia al Bologna deludente di Lopez, come del resto lasciano intendere gli stessi risultati finora ottenuti. Due pareggi (con Avellino e Pro Vercelli) e la vittoria di stretta misura con un Lanciano quasi in vacanza, ai play off un mezzo furto ad Avellino e la sconfitta nel ritorno con gli irpini fino a rischiare la clamorosa eliminazione (traversa di Castaldo al 94'), una gara prettamente difensiva pure contro i biancoazzurri. Imposterà in maniera diversa la partita del Dall'Ara? Ho forti dubbi al riguardo, così come credo invece che l'atteggiamento del Pescara sarà lo stesso che lo ha portato a giocarsi fino in fondo la serie A. Per questo è giusto crederci, i biancazzurri hanno dimostrato quanto meno di meritarsi questo atto di fede.
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