Ortolano si ricandida: ho un progetto da finire

«Nuova sede all’Aquila e centro federale territoriale a Silvi»
PESCARA. Daniele Ortolano, 67 anni, dal 2002 a capo del direttivo della Figc Abruzzo, si ricandiderà per un altro mandato a fine anno quando le società dilettantistiche torneranno al voto per eleggere i vertici federali. Lo ha annunciato lui stesso nel corso di un'intervista al Centro nella quale ha fatto il punto della situazione sull'attività regionale. Quattro anni fa aveva detto che sarebbe stato l'ultimo mandato da presidente, ma nel corso degli ultimi mesi ha cambiato idea. «C'è un progetto, con diverse iniziative ancora in ballo, da portare a compimento», ha detto il dirigente pescarese. «Se le società vorranno, mi ricandiderò per realizzare alcuni punti programmatici».
Presidente qual è lo stato di salute del calcio dilettantistico abruzzese?
«Direi buono. Sul piano dei numeri aspettiamo di conoscere le società iscritte in Terza categoria e nel campionato di calcio a 5 femminile (il termine ultimo è il 21 agosto, ndr). Però, abbiamo completato l'Eccellenza a 18 squadre, la Promozione a 36 e la Prima categoria a 80. La Seconda dovrebbe scendere a 90 società, quattro in meno rispetto alla passata stagione, e il calcio femminile di serie C da 14 a 12. Il saldo negativo è fisiologico. Ma in compenso aumentano i club impegnati nel settore giovanile, c'è un incremento di tesserati dai 6 ai 16 anni. E questo ci fa ben sperare. Il rapporto tra tesserati e popolazione è uno dei più alti in Italia».
A chi andranno i diritti televisivi dell'Eccellenza e della Promozione?
«Da due anni non facciamo l'asta perché non ci sono manifestazioni di interesse d'acquisto. Recentemente abbiamo avuto una proposta da Rete 8, la stiamo valutando con le società. E se avremo l'ok dalla Lnd torneranno anche gli anticipi televisivi del sabato. E' una possibilità sulla quale stiamo lavorando».
Non ci sarà il Lanciano.
«Ho parlato con il sindaco Pupillo, illustrando quelli che erano i passi da fare. Purtroppo, non ci sono state le basi per ripartire subito».
Perché Ortolano si ricandiderà nonostante avesse manifestato tutt'altra intenzione?
«Essenzialmente, per portare a termine alcune iniziative in dirittura d'arrivo».
Ad esempio?
«Innanzitutto, c'è la nuova sede all'Aquila, quella in fase di realizzazione di fronte al campo Mancini. Ci sono stati dei ritardi per colpa della burocrazia. Però, entro fine anno dovremmo riuscire a fare il trasloco. L'opera è realizzata dalla Federcalcio srl dalla quale acquisteremo i locali».
La somma?
«L'opera (tre piani più i magazzini, ndr) costa 1,8 milioni. Dalla stagione 1997-98 fino al 2006 gli avanzi di gestione del comitato regionale sono stati accantonati per finanziare questo acquisto. Abbiamo messo da parte poco più di un milione di euro, il resto della somma arriverà con un mutuo. In totale dovremmo pagare circa 1,3 milioni perché una parte dei locali resterà di proprietà della Figc per le proprie attività».
Altre opere?
«Il centro territoriale federale di Silvi. I lavori dovrebbero partire a breve per quella che sarà la casa delle rappresentative federali».
Poi?
«Va rifinita un'opera di riqualificazione delle società. Una crescita della cultura sportiva che è indispensabile per far lievitare la qualità del calcio regionale. Non posso negare che ci sia un livello di nervosismo e aggressività nei vari campionati che va ridimensionato».
Ed eccoci al rapporto con la classe arbitrale e ai casi di violenza tra i dilettanti.
«I casi di violenza, verbale e fisica, vanno condannati a prescindere. Senza se e senza ma. Detto ciò, però, ci sono i numeri ufficiali che spiegano come i casi siano in diminuzione».
Resta il rapporto conflittuale.
«Io dico che ognuna delle parti deve fare un passo avanti. Dirigenti, allenatori e calciatori hanno l'obbligo di darsi una calmata, certe manifestazioni di aggressività sono intollerabili. Il mondo arbitrale, invece, deve migliorare sul piano della formazione e del reclutamento».
Ai dirigenti che cosa si sente di dire?
«Prima di tutto grazie, perché fare calcio non è facile. Mettono soldi e impegno personale a disposizione del territorio. Si confrontano con crescenti difficoltà di natura economica e con un progressivo allontanamento di amministrazioni ed enti locali che, certo, devono fare i conti con la fase di generale contrazione della finanza pubblica, ma che non devono però dimenticare un aspetto fondamentale».
Quale?
«La validità del nostro progetto educativo, imprescindibile per il territorio, dal punto di vista sociale, ricreativo e agonistico».
Come si pone l'Abruzzo nel quadro nazionale?
«La Lega nazionale dilettanti si trova ad affrontare nelle varie regioni problematiche simili, connesse alle sue mission: l'essere il riferimento sul territorio del calcio federale, con le sue regole e le sue procedure, e svolgere l'attività giovanile valorizzando il vivaio, anche come riferimento ai campionati di maggiore rilevanza, la serie D, l'Eccellenza e la Promozione che esprimono già calcio di buon livello».
@roccocoletti1
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