«Ortona e il beach volley i miei amori da coltivare»

«Io e Lupo abbiamo un solo obiettivo: la qualificazione olimpica»
ORTONA. Gira il mondo per giocare a beach volley e lo scorso fine settimana ha svestito i panni dell’atleta per indossare quelli dell’organizzatore – insieme a un gruppo di amici – facendo gustare ai suoi concittadini di Ortona lo spettacolo della pallavolo sulla sabbia. Paolo Nicolai è soddisfatto, quasi come se avesse vinto un torneo del World Tour. «Sì, sono contento, perché la gente ha risposto bene sia come presenza sugli spalti che come apprezzamenti all’iniziativa. Sono state due giornate che mi hanno gratificato, ripagando il sacrificio di chi ha lavorato sodo per realizzare le locations. Siamo andati anche oltre le aspettative», sostiene l’aviere azzurro che il prossimo 6 agosto compirà 31 anni. L’intento era nobile: «Fare qualcosa per la mia città tramite lo sport, sono e siamo convinti che lo sport per Ortona sia una grande opportunità. Non c’è stato solo il torneo, giocato al Lido Riccio e al campo Rossi (portare la sabbia lì non è stato facile). Ma altri due eventi di spessore: uno di formazione professionale e uno per raccontare le emozioni che lo sport sa e può regalare». Missione compiuta: «Da parte mia è stato un modo per ridare qualcosa alla città e a questo sport, me lo sentivo dentro. Spero che anche nei prossimi anni sia possibile ricreare le condizioni per svolgere la manifestazione».
I prossimi impegni. Anche nella settimana scorsa, quella del Paolo Nicolai Challenge torneo under 23, non ha smesso di allenarsi con Daniele Lupo, perché da ieri sta giocando un altro torneo World Tour (un cinque stelle), a Vienna dove la coppia ha perso la prima gara contro i cugini cileni Grimalt 2-1 (21-19, 12-21 e 15-12) e ha vinto la seconda contro i canadesi Saxton/O’Gorman 2-1 (21-18, 20-22 e 24-22), rimontando un 14-11 nel terzo set. Oggi di nuovo in campo.
Dopo Vienna, gli azzurri saranno di scena due volte a Mosca: campionato europeo e un altro torneo quattro stelle. Settembre sarà un mese da cerchiare in rosso: vuoi perché ci sarà la tappa del Foro Italico, a Roma, dove Nicolai e Lupo vogliono fare bella figura in una location incantevole, vuoi perché c’è un torneo preolimpico in Cina che qualificherà entrambe le finaliste alle Olimpiadi. Potrebbe essere una piacevole scappatoia per ottenere il pass. La stagione di Nicolai-Lupo è stata caratterizzata dall’infortunio del romano che ha costretto i due per un paio di mesi ai box. Così facendo, hanno perso terreno nella classifica generale. «In questo momento oscilliamo tra il sesto e il settimo posto a livello mondiale. Ma quel che più conta è che stiamo rispettando la tabella di marcia per quanto riguarda la qualificazione olimpica». Il pass matematico arriverà presumibilmente all’inizio del prossimo anno, visto che gli azzurri difficilmente riusciranno a collezionare dodici tornei nel 2019. «L’obiettivo è mettere insieme più punti possibile. Certo, vorremo vincerne uno. Ma quel che più importa è arrivare tra i primi cinque in ogni tappa. Finora, nei tornei giocati siamo sempre stati tra i primi cinque e questo significa attestarsi ad alti livelli anche nel 2019. Un obiettivo che sembra facile, ma vi posso garantire che non lo è».
L’infortunio di Lupo vi ha penalizzato?
«Sì, abbiamo perso due mesi, è vero, ma c’è il rovescio della medaglia, ovvero che quando siamo tornati sulla sabbia ogni volta abbiamo messo quel qualcosa in più necessario per recuperare terreno. E devo dire che dopo l’infortunio di Daniele siamo cresciuti nel rendimento».
La mente è già rivolta a Tokyo 2020 dove Nicolai e Lupo cercheranno di migliorare l’argento olimpico di Rio.
«A questo punto la preparazione è finalizzata a quello che accadrà l’anno prossimo di questi tempi, lavoriamo per esserci prima di tutto e poi per fare bella figura, come al solito. Provare a fare bene in ogni torneo significa alzare l’asticella della competitività. Siamo tra le coppie di alto livello da sei-sette anni. Ma in questo lasso di tempo c’è chi ha smesso, chi ha cambiato coppia e chi è sceso di livello. Noi, invece, siamo sempre tra le coppie di punta. Resistere ai vertici del movimento è la sfida più importante. Altri vanno e vengono, noi siamo sempre là».
In un contesto non facile, perché il livello competitivo si è alzato.
«Ora tutti hanno scoperto il beach volley, oggi ci sono nazioni forti che cinque anni fa erano in terza fascia. Con il tempo sono cresciuti. Sul piano fisico noi ci alleniamo bene, su quello tecnico lavoriamo per aggiungere al nostro gioco altre armi; siamo partiti con un’idea di gioco e ogni volta scegliamo delle opzioni per avere più sblocchi. È quello che ci permette di restare ad alti livelli. Nel 2014 abbiamo vinto il titolo europeo, giocando su buoni livelli. Oggi non basterebbe per essere tra le prime 30 coppie al mondo».
Dietro di voi però c’è poco? «Parecchi risultati stanno arrivando a livello giovanile. Secondo me, sui giovani si sta facendo un buon lavorio e a livello tecnico non siamo indietro. Però, il fisico è importante. Aiuta a fare la differenza. E se non hai gente alta due metri è dura salire di tono. Meglio, secondo me, a livello femminile: abbiamo qualche carta in più da giocarci».
All’orizzonte, dopo Tokyo 2020, che cosa vede Nicolai? «Un altro quadriennio olimpico, ho l’età e mi sento bene per farlo».
Intanto pensa a Tokyo?
«Sì, perché le Olimpiadi sono belle e, secondo me, sarà bello anche sul piano dell’organizzazione. Il Giappone è un posto affascinante di per sé. Per noi è il termine di un percorso, la stazione finale da raggiungere nel migliore dei modi».
Venerdì scorso la Nazionale a Chieti con il tutto esaurito, poi il torneo di Ortona. La pallavolo piace in Abruzzo.
«Piace e conta un gran numero di appassionati. È una regione che capisce di pallavolo. Sa di che cosa si parla. Io penso che sia un’opportunità che non si sta sfruttando al meglio. Di certo, si può fare di più».
Molto di più.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

