Pace: io sto con Oddo, ma l’organico è monco

Intervista all'ex tecnico, pescarese doc con un passato glorioso a Bologna (uno scudetto nel 1964): «L’unico errore di Massimo è stato quello di aver dato un voto alto al mercato»
PESCARA. Schietto, divertente e senza peli sulla lingua. Da allenatore del Catanzaro, nel 1982, conquistò uno storico settimo posto in serie A. Da calciatore, Bruno Pace, pescarese doc, è stato lanciato dal club biancazzurro appena maggiorenne, per poi conquistare, tra i vari trofei, uno scudetto e una coppa Italia col Bologna, prossimo avversario del Pescara. Ora si diletta a fare l'opinionista tv ed è un gran tifoso del Delfino. «Questa squadra è inadatta per affrontare il campionato di serie A», dice il 73enne allenatore, mentre osserva una gara di atletica dei suoi nipoti. «Mi dispiace, però sta perdendo fiducia nella manovra di gioco. Il Pescara è bello da vedere, ma serve uno sbocco in attacco. La manovra è lenta e, poi, in difesa...».
Pace non le manda a dire ed è rimasto deluso dalla prestazione offerta dai biancazzurri nell'ultima partita. «A Crotone l'atteggiamento è stato sbagliato. Era uno scontro diretto da non fallire e invece... Il Pescara non mi è affatto piaciuto. La serie A va presa in altro modo: la difesa non è adeguata e la rosa è monca».
I biancazzurri non vincono una partita in serie A dal gennaio 2013 e, finora, hanno conquistato 8 punti in 16 gare, di cui tre a tavolino. «Nulla è perduto, ma per la salvezza bisogna sempre sperare in questo mini torneo a 4 con Empoli, Crotone e Palermo. Puoi ancora giocarti le tue chance, però il Pescara ha già perso due scontri diretti importantissimi contro Empoli e Crotone».
Severo e inappuntabile, Pace tira in ballo anche qualche attenuante. «Credo che i troppi infortuni, e le non consone condizioni atletiche di alcuni elementi, abbiano condizionato il lavoro di Oddo».
E nel mirino della piazza è finito anche il giovane tecnico biancazzurro. «Le colpe dell'allenatore? Massimo è bravo e non è un caso se l'anno scorso si è rivelato il miglior tecnico della B. Forse il suo errore è stato quello di aver dato un voto alto al calciomercato. Credo che ci sia stata una miscela negativa: aver sottovalutato il campionato di serie A e aver sopravvalutato la rosa che a disposizione. A questa squadra manca qualità».
La strada per la salvezza diventa sempre più tortuosa. «E' difficile salvarsi così, ma una vittoria potrebbe dare slancio e fiducia. Però, a gennaio, con la riapertura del mercato, bisogna cambiare qualcosa. Non credo che occorra una rivoluzione della rosa, ma almeno quattro rinforzi. Credo che servano due difensori esperti e un paio di attaccanti, uno dei due deve essere un vero bomber. In un momento così delicato serve gente affidabile».
In attesa dei rinforzi, Bruno Pace prova a dare qualche suggerimento a Massimo Oddo. «Bisogna migliorare la difesa e il modo di giocare, pensare a coprirsi di più non sarebbe sbagliato».
Troppi elogi e voti alti. «Credo che questa squadra sia più debole di quella dell'anno scorso che ha strappato la promozione in serie A».
E domenica all'Adriatico arriverà il "suo" Bologna, squadra con la quale ha scritto le pagine più belle della sua storia da calciatore, vestendo per ben otto stagioni la maglia rossoblù. «Il Bologna di Donadoni rispetto all'anno scorso ha perso qualcosa con le cessioni di Giaccherini e Diawara. Comunque, i felsinei hanno un tecnico esperto e una squadra solida, anche se non esprimono un gioco brillantissimo. Non sarà facile battere il Bologna, ma il Delfino può e deve farcela. Perdere sarebbe davvero pesante dopo il ko di Crotone». Fare punti e poi sperare nel mercato di gennaio, il club di Sebastiani potrà davvero farcela? «Da qui alla fine dell'anno, ovvero nelle prossime due gare, bisognerà fare almeno 4 punti per non staccarti ancor di più dall'Empoli. Solo così potrebbe aumentare il mio ottimismo, altrimenti i giochi per la salvezza si faranno durissimi e servirebbe un miracolo».
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