Paciarella: via per scelta di De Vincentiis

13 Maggio 2019

L’ex ds rossonero spiega i motivi del divorzio: «Il presidente è stato influenzato da un dirigente che gli è molto vicino»

LANCIANO. Ha festeggiato la vittoria del campionato ma non il “triplete”: Antonino Paciarella, ds del Lanciano della rinascita, è stato rimosso dall’incarico dopo la vittoria matematica del girone B di Promozione, e quindi prima che i rossoneri si imponessero nelle finali di coppa Italia e coppa Mancini. È stato un divorzio senza polemiche e senza rancore, come spiega lo stesso Paciarella, secondo il quale «la decisione di interrompere il rapporto è stata presa e voluta dal presidente Fabio De Vincentiis. Avevo dato la disponibilità a parlare ufficialmente per il prossimo anno dopo la fine della stagione», spiega l’ex ds dei frentani, «come è normale che sia, anche per avere un quadro completo sull’annata trascorsa, ma soprattutto perché non c’era nessuna fretta».
Perché De Vincentiis ha preso la decisione?
«Evidentemente questa era la sua volontà, e ne ho preso atto tranquillamente. La sensazione è stata che la scelta fosse pianificata da tempo, e che un dirigente ultimamente a lui molto vicino lo abbia influenzato non so per quali motivi».
C’erano attriti con altri dirigenti?
«Non ho avuto problemi personali con nessuno della società, e la mia gestione tecnica è stata all’insegna della trasparenza e correttezza come da mio costume. Col presidente ho sempre avuto un confronto diretto, a volte abbiamo anche discusso ma mai litigato».
Lei ha iniziato a lavorare con De Vincentiis a Francavilla: come è stata la vostra collaborazione in questi 5 anni?
«Tecnicamente e sul modo di gestire staff e giocatori abbiamo sempre avuto idee diverse, in quanto abbiamo una formazione e un background totalmente differenti. Avevamo trovato un equilibrio che comunque nei tre anni di Eccellenza a Francavilla ha prodotto una finale play off regionale e una finale nazionale con successivo ripescaggio in serie D, e in due anni a Lanciano due promozioni con relativi record, coppa Italia e coppa Mancini».
Gli ultimi due trofei citati sono stati vinti contro club del girone A: il Lanciano avrebbe vinto anche questo raggruppamento?
«Penso di sì, e credo che la squadra al completo, con Tarquini e Shipple che hanno lasciato a metà stagione, avrebbe ben figurato anche in Eccellenza».
Questo Lanciano quindi è già pronto per ben figurare nella categoria superiore?
«Qualcosa andrà fatto per innalzare il livello di competitività in un’Eccellenza da vincere subito».
Ha idea di chi possa essere il suo successore nel club rossonero?
«Ho la saggia abitudine di non interessarmi di cose che non mi riguardano. Ad ogni modo, chiunque sia non avrà il compito ingrato che ho avuto io: due anni fa non si sapeva la categoria in cui avremmo giocato e bisognava costruire tutto da zero». Cosa lascia Paciarella a chi prenderà il suo posto?
«Chi arriva troverà un allenatore come Del Grosso abituato a vincere e a fare categorie superiori, con uno staff amalgamato completo e professionale, e una rosa di giocatori di alto livello».
Lei invece dove sarà l’anno prossimo?
«Non ho contatti con altre società e non ho fretta: non sono un mestierante del calcio, e se non avrò occasioni interessanti e stimolanti come ds farò altro».
Se ne è andato in ogni caso soddisfatto del lavoro fatto?
«La stagione è stata quasi perfetta. Non è mai facile vincere, ma io non ho mai avuto dubbi. A Lanciano non potevi permetterti di fallire in questi campionati, ed era ciò che mi affascinava e per cui ho accettato una sfida stimolante. Voglio ringraziare tutti, dal presidente ai dirigenti e tutte le persone con cui sono stato a contatto, in particolare Del Grosso e i suoi collaboratori, il magazziniere Vincenzo Di Girolamo, e soprattutto i giocatori che ho avuto in questi anni con a capo Francesco Di Gennaro».
Andrea Rapino
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