Pacilli: io, aquilano nel Trapani dei miracoli

Il centrocampista lunedì sarà protagonista nel posticipo: «Il Pescara è da serie A ma noi siamo pronti per l’impresa in uno stadio che sarà infuocato»
PESCARA. Un abruzzese nella “città del sale”. Il miracolo Trapani raccontato da un aquilano. Lunedì il Pescara sarà di scena in Sicilia, allo stadio Provinciale di Trapani. Un derby per Pasquale Marino, marsalese doc, ma una partita speciale anche per l’abruzzese Mario Pacilli, 26 anni, che dall’anno scorso gioca con la squadra granata. Pacilli, centrocampista aquilano, racconta il miracolo Trapani, che nel giro di poco tempo ha raggiunto la serie B, partendo dai dilettanti.
Pacilli, un abruzzese doc in Sicilia, come si trova?
«Molto bene. Sono aquilano, ma vivo a Torano al confine con il Lazio. Sono molto legato alla mia terra e come posso torno a casa dai miei genitori».
Si parla di una sua cessione all’Aquila.
«No, resto a Trapani».
La sua carriera comincia presto lontano da casa.
«A 6 anni mi ha preso la Lodigiani e tutti i giorni, per dieci anni di fila, ho fatto la spola tra Roma e L’Aquila. Mio padre mi accompagnava tutti i giorni agli allenamenti e non finirò mai di ringraziarlo; poi a 16 anni sono stato ingaggiato dalla Ternana dove ho fatto tutta la trafila nelle giovanili fino alla prima squadra. Con me c’era Candreva con il quale ho fatto tutto il percorso nella società umbra. Nell’ultimo anno che sono stato lì, ho avuto Guglielmo Acri (oggi ds del Pescara, ndr) come direttore sportivo. Ho un bel ricordo di lui. Poi una stagione in Svizzera, una ad Avellino, due anni alla Pro Patria, Albinoleffe ed eccomi qui a Trapani».
Come mai è finito proprio a Trapani?
«A Trapani sono arrivato la scorsa stagione e mi trovo benissimo. C’è una grande società con un presidente che non fa mancare nulla ai calciatori. Ambiente familiare, ma molto professionale».
È vero che voi calciatori alloggiate su una nave?
«Si, è vero. L’anno scorso il presidente Vittorio Morace (armatore e proprietario della Ustica Lines, ndr) aveva messo a disposizione della squadra una delle sue navi da crociera e molti calciatori vivevano a bordo».
Dicono che Roberto Boscaglia sia il valore aggiunto del Trapani.
«Boscaglia è un bravo allenatore. È al timone della squadra da diversi anni ed è riuscito nell’impresa di portare il Trapani dai dilettanti alla B. Quattro promozioni in setteanni non avvengono per caso e Boscaglia merita un palcoscenico come la serie cadetta. Lavora molto sul campo ed è un grande motivatore»
Trapani pronto per la nuova avventura?
«Siamo all’esordio in B e viviamo partita dopo partita senza fare calcoli. Certo l’exploit di Padova ha dato una grossa carica allo spogliatoio. In città c’è molto entusiasmo e lunedì sera lo stadio sarà tutto esaurito. A Trapani i biglietti per la partita con il Pescara sono già finiti. Il posticipo contro i biancazzurri è un vero evento per la città».
In squadra tanti giocatori della vecchia guardia e qualche innesto di qualità, ma lei su chi scommette?
«Il gruppo è valido e sono rimasti tanti giocatori della promozione in B. Punto su Mancosu, un bravo ragazzo e, soprattutto, un calciatore molto forte. Sentiremo parlare di lui».
Del Pescara che cosa pensa?
«È una corazzata. E tornerà subito in serie A. Secondo me solo il Palermo può tenergli testa. Ho già giocato contro il Pescara con la maglia dell’Albinoleffe, era l’anno di Zeman, una squadra fortissima, forse la miglior squadra che io abbia affrontato in carriera».
Tanti giocatori di categoria e giovani di qualità, lei chi teme?
«Conosco bene Sforzini. Abbiamo giocato assieme nell’Avellino e in B può fare la differenza. Anche Maniero è un buon giocatore e sta segnando parecchi gol . L’ho già affrontato da ragazzino, nelle finali Allievi. Io ero alla Ternana e lui alla Juventus. Si vedeva già all’epoca che aveva colpi importanti».
Lei, ovviamente, punta sulla vittoria del Trapani...
«Pronostici non ne faccio, ma sono sicuro che sarà una gran bella partita. Siamo carichi e faremo di tutto per far una gran bella figura»
A fine carriera tornerà in Abruzzo?
«Tornerò a casa e vorrei stabilirmi all’Aquila. Sono legatissimo alla mia terra».
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