Rosa e cambio modulo: Cappellacci è l’artefice dell’impresa della Sant

Il grande sogno della serie D. I vibratiani preparano la finalissima contro il Grassina: domenica in Toscana per l’andata e il 14 giugno in Abruzzo
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Quando Roberto Cappellacci prese in mano le redini della Santegidiese al posto di Buonocore ad inizio del girone d’andata il suo avvio non fu scoppiettante. Il tecnico ha ereditato la squadra da Buonocore che giocava con il 4-3-3, mentre Cappellacci appena dopo due gare ha capito che giocare a 4 dietro con tre under sarebbe stato un suicidio continuo. Da lì la decisione di cambiare optando per il 3-4-3 e alzando gli esterni bassi Maiga e Ciaccia come centrocampisti esterni e rivitalizzando Ferraioli.
Cappellacci è stato bravo anche ad intuire subito che il campionato lo avrebbe vinto il Lanciano, decidendo di concentrarsi sulla parte atletica per giocarsi le sue carte ai play off. Ora la squadra gioca un bel calcio, corre e diverte, segnando sistematicamente. Anche con Buonocore c’era un bel calcio, ma la squadra subiva troppe reti. Cappellacci, oltre ad un gioco frizzante, mettendo la difesa a tre è riuscito a sopperire al problema dei gol subiti e, soprattutto, a rivitalizzare un reparto che spesso andava in difficoltà. Essendo uno scaramantico, a tutti scherzando diceva che non sarebbe arrivato ai play off. Invece lui dentro di sé ha sempre saputo che il traguardo sarebbe stato raggiunto.
A Mosciano dopo il successo dei vibratiani per scaramanzia non si è fatto intervistare e scherzando ha detto: «Non scherziamo, c'è la guerra, muoiono tanti bimbi ingiustamente. Appena finisce la guerra tornerò a parlare». La proprietà Fanini ha già deciso di ripartire con lui la prossima stagione, tutti sperano in serie D.
La finalissima contro il Grassina, domenica in Toscana per l’andata e il 14 giugno in Abruzzo, darà il responso finale della stagione.

