Pagano: «Il Pescara è da play off»

9 Maggio 2015

Il doppio ex e la sfida contro gli umbri: i biancazzurri non possono fallire, ma il Perugia è un osso duro

PESCARA. Superate le 1000 partite in carriera, a quasi 52 anni è ancora impegnato in una difficile salvezza in Prima categoria con la Tollese. Rocco Pagano, l’ala destra più forte della storia del Pescara, è rimasto quello di sempre: disponibile, generoso e, soprattutto, grande amante del calcio. Oggi seguirà la sfida dei biancazzurri che affronteranno una sua ex squadra: il Perugia di Andrea Camplone, compagno di mille battaglie.

Non c'è bisogno di chiedergli per chi farà il tifo, dal momento che lui è ormai un pescarese acquisito, ma sull’esito del match qualche dubbio ce l’ha. «Sarà una partita apertissima», spiega Pagano, «il Pescara dovrà vincere per non dover rincorrere i play off fino all'ultima giornata. Bisognerà fare attenzione perché il Perugia giocherà per portare a casa l'intera posta in palio. Il futuro è ancora tutto da scrivere, però sarebbe un vero peccato rimanere fuori dagli spareggi». Il rendimento altalenante del Pescara ha motivazioni oscure. «Questa squadra è un'incognita. Baroni ha una buona rosa che fuori casa si esprime bene, mentre in casa alterna buone prestazioni ad altre meno convincenti. Alcune volte ha vinto grazie ad un episodio, altre ha giocato bene tornando a casa a mani vuote, come ad Avellino». È anche il giorno del ritorno all’Adriatico di Camplone. In passato anche Pagano ha vissuto le stesse emozioni. «Sì, prima con l'Udinese poi con il Perugia. Ricordo ancora l’ingresso in quello stadio che rappresenta il punto di partenza della mia carriera e il luogo in cui mi sono tolto le più belle soddisfazioni». Eppure alcuni tifosi non hanno perdonato ad Andrea gli addii da giocatore, quando passò al Perugia insieme a Gelsi e allo stesso Pagano, e da allenatore durante il ritiro. «Non scherziamo, Andrea è un pescarese vero. Quando guidò per poco tempo il Pescara non c’ero, ma se si dimise avrà avuto i suoi buoni motivi. Da calciatori fummo costretti a cambiare aria dopo la promozione in serie A. Scibilia e Marino non erano disposti ad offrirci un nuovo contratto e si presentò il Perugia con una mega-offerta. Ricordo ancora le parole dei dirigenti: “Se avete questa proposta potete andare”. Forse credevano che stessimo bluffando, invece era tutto vero. Non ci fu nessun tradimento, eravamo i punti di forza di quella squadra e meritavamo una diversa considerazione». Sulla fascia Rocco fece impazzire i suoi marcatori. Ora c’è Matteo Politano che però è un mancino. «Non mi piace vedere un sinistro a destra. Preferivo arrivare sul fondo per servire un assist al centravanti. Comunque Politano è fortissimo, quando ha la palla cerca sempre la giocata, non si limita a svolgere il compitino. Inoltre, nonostante sia giovane, gioca sempre. Credetemi, non è semplice a quell’età: se fossi stato al suo posto avrei avuto i crampi ogni partita. Mi piace anche Melchiorri: è pronto per la serie A».

Giovanni Tontodonati

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