Pagliari-Chiodi, scintille per l’addio

1 Ottobre 2014

Il tecnico: «Qui c’è gente che non ama abbastanza L’Aquila». Il presidente: «Ultimamente era demotivato»

Un azzardo. Un calcio a 18 mesi densi di soddisfazioni. Dalla promozione in Prima divisione ai play off della passata stagione, passando per lo storico successo in coppa a Bologna e le tante vittorie esterne su campi prestigiosi come Lecce, Salerno e Ascoli. L’Aquila ha deciso di cambiare il condottiero: via Giovanni Pagliari, squadra a Zavettieri che alle spalle ha l’esperienza della passata stagione a Bari. Il presidente Chiodi e il vice Mancini vogliono tutto e subito. Non possono aspettare. Cinque pareggi in sei gare sono un bilancio non positivo, ma interlocutorio. Non necessariamente da bocciare con un esonero. Men che meno nel caso di Pagliari che all’Aquila ha dimostrato di saper lavorare bene. Sulla sua pelle ha avuto conferma che nel calcio, e nemmeno all’Aquila, esiste la riconoscenza. Non appartiene a Chiodi e Mancini. Scelta rischiosa perché d’ora in poi L’Aquila dovrà solo vincere. I pareggi non bastano più. (r.c.)

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