Pagliari non sente i fischi: vado avanti

Il tecnico rammaricato per la vittoria interna sfumata: «Il gioco verrà dopo»
L’AQUILA. Nel dopo-gara, in sala stampa arriva a testa alta il tecnico dell’Aquila Giovanni Pagliari che commenta così i fischi piovuti dalla tribuna. «Il tifoso paga il biglietto e ha tutto il diritto di fischiare. Qui però c’è una iper-valutazione di tutto nel bene e nel male. Sembra quasi che con due partite si siano dimenticati i sedici mesi che ho fatto qui all’Aquila. Non mi sorprendo così tanto comunque, perché so bene che nel calcio non c’è memoria».
Alla domanda se ora si senta in discussione, la risposta di Pagliari è alquanto secca. «Chiedetelo alla società, il mio compito è ripartire già da domani e dare tutto quello che ho per il bene di questa squadra. Il resto non m’interessa». Chiusi i discorsi sulla mini-contestazione, si passa all’analisi del match. «Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, hanno messo tutto quello che avevano in campo. Ho notato soprattutto nel secondo tempo una reazione psicologica ed era quello che mi aspettavo. Il gioco verrà dopo ma la cosa più importante era avere questo scatto mentale. Peccato per il pareggio perché per quanto mostrato nell’arco della partita, potevamo vincere». L’allenatore elogia poi la prova di Tommaso Ceccarelli, l’esterno scuola Lazio all’esordio dal primo minuto. «Mi è piaciuto moltissimo, è un ragazzo di grandissima qualità». La scelta di Corapi in panchina al fischio d’inizio Pagliari la spiega così. «Per noi è una pedina fondamentale, d’altronde è il vice-capitano della squadra. Lo avevo visto un po’ preoccupato prima della partita, così ho deciso di farlo staccare un attimo, facendolo partire dalla panchina. Sapevo che se fosse entrato, avrebbe giocato ancora meglio del solito e così è stato. Lui, Pomante e gli altri pilastri di questa L’Aquila devono dare tutto per la causa. In questo gruppo c’è bisogno di tutti».
Dopo Pagliari, tocca al responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola raccontare il pareggio contro il Prato. «C’è poco da dire, in questo momento al primo errore veniamo castigati. Mi è piaciuta la reazione della ripresa e anche l’atteggiamento dopo il gol preso. Il palo di Corapi sulla seconda punizione grida ancora vendetta. Ora dobbiamo solo rimboccarci le maniche e pensare a Pontedera. Bisogna sapere che da ora in avanti sarà ogni partita una battaglia. Ci vuole però la giusta serenità, non è il momento di guardare la classifica. Pensiamo partita dopo partita». Mario Pacilli parte dal palo di Corapi nel finale. «Senza voler trovare scuse, il palo di Corapi è stato davvero un momento di grande sfortuna. Non avevo mai visto il pallone sbattere in quel modo sul palo interno e poi non varcare la linea di porta. Ora non ci resta che guardare avanti ma ai punti forse avremmo meritato di vincere noi».
Soddisfatto per il punto strappato in Abruzzo l’allenatore del Prato Vincenzo Esposito. «Per come si è messa la partita nel secondo tempo è di sicuro un punto d’oro. Mi è piaciuto molto il Prato del primo tempo. Poi nella ripresa siamo calati, lasciando l’iniziativa e il gioco a loro. Faccio i complimenti ai miei ragazzi perché con tanta grinta e un pizzico di fortuna, sono riusciti a riprendere la partita proprio prima del novantesimo». Nella notturna del Fattori diversi i volti noti presenti in tribuna. A fine primo tempo, tra le scalinate e l’area ospitality ha fatto capolino l’ex arbitro internazionale Massimo De Santis, in compagnia dei dirigenti aquilani. Come contro il Gubbio, infine, presente a seguire il suo vecchio amore anche l’ex presidente e direttore generale rossoblù Elio Gizzi.
Giammarco Menga
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