Palazzi: illecito da punire Ma il Diavolo crede nella B

La procura Figc chiede la responsabilità diretta del Savona e del club biancorosso La difesa è convinta di dimostrare l’estraneità di Campitelli. Processo il 12 agosto
L’atto di accusa di Stefano Palazzi e della procura federale è contenuto nelle 120 pagine recapitate alle cinque società e agli undici tesserati interessati all’inchiesta su Savona-Teramo. La convinzione di Palazzi e dei suoi collaboratori è che la partita promozione del 2 maggio scorso, valida per la penultima giornata del girone B di Lega Pro, sia stata combinata. Una convinzione, quella dell’illecito sportivo, non una sentenza. Che, invece, sarà emessa dal tribuna nazionale federale, presieduto da Sergio Artico. Il processo è stato fissato per le ore 9 di mercoledì 12 agosto all’NH Vittorio Veneto Hotel di Roma.
Dopo l’avviso di conclusione delle indagini della scorsa settimana era difficile che la procura federale cambiasse idee. E, quindi, ha deferito il Teramo per responsabilità diretta, oggettiva e presunta; il Savona per responsabilità diretta e oggettiva: le altre, ovvero L’Aquila, Barletta (non si è iscritto alla Lega Pro) e Atletico San Paolo Padova, per responsabilità oggetiva in quanto hanno dei tesserati invischiati nella vicenda.
La Procura federale è convinta che nella vicenda siano coinvolti anche i rispettivi presidenti, Aldo Dellepiane e Luciano Campitelli. Da qui, il deferimento per responsabilità diretta che evoca lo scenario peggiore, quello della retrocessione all’ultimo posto in classifica dell’ultimo campionato.
Oltre ai due presidenti, sono stati deferiti il ds (sospeso) del Teramo Marcello Di Giuseppe, il ds del Savona, Marco Barghigiani, Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica, Ninni Corda, nell’ultima stagione allenatore del Barletta, Giuliano Pesce (ex ds del Lanciano) e Davide Matteini perché avrebbero tentato (alcuni senza riuscirci) di combinare la partita. Un tentativo che, sempre secondo Stefano Palazzi, sarebbe andato a buon fine.
Deferiti anche il calciatore Cabeccia (nell’ultima stagione al Savona), l’ex assistente Enrico Ceniccola (ex consulente del Savona) e Fabio Di Lauro, tutti per omessa denuncia.
Di Lauro è stato anche deferito per aver agevolato le scommesse sulla partita. Fin qui l’accusa che, in pratica, ha abbracciato il teorema accusatorio della Procura antimafia di Catanzaro che ha portato avanti le indagini e che poi ha consegnato gli atti alla Figc.
La partita è aperta. Il deferimento non ha modificato l’umore: c’è fiducia in casa biancorossa. Ovvero la convinzione di poter “salvare” la serie B conquistata sul campo. E gran parte di questa convinzione è legata al fatto che contro il presidente Luciano Campitelli ci sono degli indizi, non delle prove. E l’avvocato Eduardo Chiacchio ritiene di avere gli argomenti necessari per convincere il collegio giudicante che il presidente Campitelli è estraneo alla vicenda. «Non ho letto gli atti», ha detto ieri sera Chiacchio, «ma non mi sembra che ci siano novità».
Quindi, per conservare la B è fondamentale separare la figura del presidente da tutte le altre coinvolte nell’inchiesta.
Poi, se c’è stato o meno l’illecito sportivo passerebbe in secondo piano, perché il Teramo con la responsabilità oggettiva sarebbe punibile “solo” con una penalizzazione nella prossima stagione.
E i giocatori? Nell’atto d’accusa non si fa riferimento diretto a quei giocatori che in campo avrebbero truccato la partita. Non sono stati identificati. E quindi nel deferimento si parla di «soggetti non tesserati ed altri non identificati» che in concorso con i deferiti avrebbero tentato e consumato l’illecito sportivo.
Le tesi. Il processo sportivo è figlio dell’inchiesta della Procura di Catanzaro che è convinta dell’avvenuta combine. Ci sono le intercettazioni agli atti e altri indizi. I dirigenti di Savona riconducono il tutto a una trattativa per la cessione del club ligure. I tesserati del Teramo, finora, per scelta strategica non hanno parlato, lo faranno il 12 agosto a Roma. L’unico dei sette indagati a Catanzaro che ha parlato è stato Ninni Corda. Ha detto che Di Nicola e Di Giuseppe prima della gara gli hanno chiesto di attivarsi presso i suoi ex giocatori del Savona per far vincere il Teramo. E, alla procura federale, ha aggiunto che Barghigiani, tra fine maggio e inizio giugno, gli ha confermato che la combine era andata a buon fine.
I tempi. Il processo sportivo per “I treni del gol” del Catania è fissato per martedì 11 agosto alle ore 10,30. Quello per Savona-Teramo alle ore 9 del giorno dopo. Sempre mercoledì alle 15,30 inizierà il dibattimento a carico delle altre società che dovranno rispondere di reponsabilità diretta nell’ambito di Dirty Soccer. Di conseguenza, secondo le previsioni della Figc, il processo per Savona-Teramo dovrebbe durare solo sei ore e mezza. Possibile?
@roccocoletti
©RIPRODUZIONE RISERVATA

